Quali sono i libri che porteresti su un’Isola deserta?

quali sono i libri che porteresti su un Isola deserta

Quando si parla di libri noi siamo sempre pronte a offrire il nostro supporto morale nella scelta dei titoli che sono i classici della letteratura di tutti i tempi e che è impossibile non avere nella propria libreria. Questa volta vogliamo porvi questa semplice domanda, ovvero quali libri portereste su un’isola deserta, e mentre ci pensate noi vi diciamo cosa, dalle nostre lunghe discussioni. Vediamo se i nostri e i vostri gusti sono in linea…

I grandi romanzi da portare sull’isola deserta

Noi iniziamo con l’elencarvi un po’ di libri ever green che, se fossimo sperdute su un’isola oceanica, vorremmo avere portato. Il primo romanzo che ogni donna nella sua adolescenza ha divorato e di cui sicuramente vorrebbe rivivere la storia ancora e ancora, anche se l’isola è deserta, è “Cime tempestose” di Emily Bronte. Probabilmente sapete già di che parla: la Bronte racconta l’amore contrastato tra Heathcliff, il povero orfano dalla pelle scura, e la bella Catherine, signorina di buona famiglia. Inutile sottolineare come l’amore che scoppia tra i due appaia inevitabile, e si tratta di un sentimento che supera l’amore e va al di là dell’umana comprensione.

Più di due anime gemelle, Heath e Cathy si ameranno per sempre. Altrettanto drammatico, ma di argomento ben diverso, è “Il ritratto di Dorian Gray”: nel più noto e letto dei suoi romanzi, Oscar Wilde mette a nudo pregi e difetti dell’età vittoriana in un’opera che, sembrerebbe, essere per certi versi autobiografica. Il protagonista è un giovane bellissimo che sfrutta proprio questa sua caratteristica per ottenere tutto ciò che vuole: esprimendo il voto di essere per sempre giovane, Dorian Gray riesce realmente a restare tale, mentre a invecchiare è il suo animo dannato per l’eternità.

Mai dimenticare il francese, il russo e l’americano

Un altro scrittore classico che non ci dispiace è il francese Alexandre Dumas: “Il conte di Montecristo” è decisamente più intrigante e leggibile rispetto ai più noti moschettieri e sa scavare nell’animo di Edmond Dantes in modo talmente profondo e realistico che a tutti andrebbe di vendicarsi subito dei torti subiti ingiustamente. Non c’è cosa che vada assaporata più lentamente della vendetta, e Dantes lo sa quando inizia il suo viaggio alla ricerca del modo più appropriato di liberarsi dei suoi nemici fatali, e tale sarà lui per loro.

Decisamente di un altro tono, forse di un’ottava inferiore, è “Delitto e castigo” di Fëdor Dostoevskij: l’ottava inferiore che sul pianoforte corrisponde a un giro greve e grave di chiave, nel romanzo di Dostoevskij corrisponde alla più profonda e gretta miseria che spinge l’uomo a una disperazione tale da vivere di incubi ed essere dilaniato da malessere interiore che può trovare pace solo con un castigo. Venendo a qualcosa di più moderno e visionario, “1984” di George Orwell è un libro che su un’isola deserta fa la sua figura: lo scrittore immagina che in un prossimo futuro, c’è chi avrà il compito di censurare tutta quella stampa che non rispetta una determinata politica e su tutti vigila, affinché rispettino il partito e le leggi, l’occhio vitreo del Grande Fratello.