STAMPA
- articoli 921-940
(25
marzo 2003-31 marzo 2003)

940. Cani e gatti uccisi dal veleno. Guerra di querele a Colle Aperto.
Prima la scomparsa di quattro o cinque gatti. Poi la morte di due cani, avvelenati da un boccone al topicida gettato sul balcone dove vivono.
Sul giallo dell'uccisione degli animali a Colle Aperto, aperto qualche giorno fa dall'esposto di una proprietaria, è cominciato il lavoro d'indagine delle guardie ecozoofile dell'Anpana, l'Associazione nazionale protezione animali e ambiente.
Ieri mattina gli agenti volontari hanno raggiunto il quartiere e interrogato alcuni testimoni e abitanti. Niente di concreto, per il momento, riguardo all'esito delle indagini. Ma quasi certamente all'esposto presentato la scorsa settimana dalla proprietaria dei due cani avvelenati seguirà una querela.
Quella di una donna che s'è sentita sotto accusa: «Sono stata calunniata e a causa di questo adesso sono anche bersagliata dal vicinato: mi credono tutti colpevole - ha spiegato ieri mattina alle guardie dell'Anpana - ma io con la morte di quegli animali non c'entro niente.
Anzi, qualche giorno fa anche mio
figlio (un bimbo in tenera età) ha avuto dei sintomi di avvelenamento...».
La prima segnalazione arrivata all'Anpana dal quartiere risale a un paio di mesi fa, quando una donna che dà da mangiare agli animali in strada, ha riferito della scomparsa di alcuni gatti.
Almeno quattro quelli che sarebbero stati uccisi dal topicida. Poi, nel giro di una settimana sono morti avvelenati due cani, uno Shitzu e uno Yorkshire
Gazzetta di Mantova - 31 marzo 2003
939. Due cani morti, uno salvato.
Due cani deceduti e uno strappato alla morte in meno di una settimana, a causa di bocconi avvelenati. Questo è successo alla ‘Ravara’, la zona sud-est di Scandolara, negli ultimi giorni.
Un fatto grave, che ha indotto il sindaco Giovanni Bozzini ad emettere un avviso pubblico invitando le persone a stare all’erta e a denunciare eventuali, nuovi episodi. «La mia Lilli è morta martedì — racconta Caterina Dellanave, moglie di Rosolino Bottini —.
Sette anni e mezzo fa qualcuno l’ha buttata fuori dalla macchina qui davanti a me abbandonandola. Io non ho avuto il coraggio di portarla al canile e l’ho tenuta con grande amore e affetto. L’ho fatta sterilizzare, perché avevo già due maschi».
E martedì cosa è successo? «Al mattino, come ogni giorno, siamo andati a fare una passeggiata lungo i nostri campi e ad un certo punto l’abbiamo vista che sembrava masticasse.
L’ho chiamata, lei è venuta subito perché era ubbidientissima. Dopo duecento metri è stramazzata al suolo. Aveva la bava alla bocca. L’ho portata subito dal veterinario a Piadena, ma il medico mi ha detto che era gravissima, e dopo neanche dieci minuti è morta.
Tra l’ingestione e il decesso è passata mezz’ora». Ieri mattina il veterinario ha stilato il certificato di morte. La causa sono bocconi avvelenati. Da chi, non si sa. «E’ un gesto di un criminale — commenta la signora Caterina —, non ci sono altre parole da usare.
Lo fa per uccidere le volpi? Ma qui non se ne sono mai viste. Io sono andata a fare un giro nei campi per vedere se trovavo qualche resto di quei bocconi, ma io non ho il fiuto dei cani, e non mi sono fidata a portarne un altro dei miei». Il fatto non è purtroppo rimasto isolato.
«Domenica 16 — conferma la signora — è morto un pastore tedesco, bellissimo. E mercoledì, sempre nella stessa zona, un altro cane è stato salvato in extremis».
Il sindaco
Giovanni Bozzini ha denunciato gli episodi alla polizia municipale e ai carabinieri
perché venissero segnalati alla Procura.
La Provincia di Cremona -
29 marzo 2003
938. Bocconi
avvelenati nei pressi del paese.
CANTALUPO LIGURE
Preoccupazione in Val Borbera dopo i casi di avvelenamento di cani registrati
nei giorni scorsi. L´ultimo episodio è avvenuto nel territorio
di Cantalupo Ligure.
Tre animali avevano ingerito bocconi avvelenati, uno in frazione Prà e gli altri due in località Strappaffese: uno di loro, di proprietà della famiglia Marchesotti, non ce l´ha fatta e l´altro giorno è morto dopo una lunga agonia.
Salvati gli altri due grazie all´intervento del veterinario di zona. Tutti e tre i cani erano animali da compagnia, abituati a gironzolare per casa e poco lontano dall´abitazione dei padroni.
«Questo elemento ci allarma ulteriormente ? dicono in paese ? perché a questo punto si può ipotizzare che i bocconi avvelenati siano stati collocati nei pressi delle abitazioni e possano rappresentare un pericolo anche per le persone, soprattutto per i bambini».
La zona in cui si sono registrati gli avvelenamenti è inserita in una riserva di caccia: i bocconi potrebbero essere un tentativo di danneggiare l´attività venatoria, che comunque rappresenta una fonte di reddito per la val Borbera.
Oltre alla brutalità dell avvelenamento dei cani, il rischio è anche di un danno all´economia della zona.
Gli episodi sono stati
denunciati ai carabinieri di Rocchetta Ligure.
La Stampa - 29 marzo 2003
937. Cani avvelenati e scomparsi, segnalati altri casi a Broni.
BRONI (Pavia). Torna l'allarme «avvelenamento» per i cani. I casi di sparizioni ed avvelen amenti con vittime gli amici a quattro zampe, che si erano verificati lo scorso anno a Broni e nelle zone limitrofe, tornano a verificarsi in una zona ben circoscritta. A lanciare l'allarme è P.G., cittadina bronese che ha ricevuto segnalazioni di nuove scomparse di cani.
La zona colpita pare sia un'altra volta quella di via dei Mille, già teatro di fatti analoghi, quando, un anno e mezzo fa circa, un miscuglio letale di stricnina e veleno per volpi confezionato con efferatezza in un involucro d i cibo per animali, aveva stroncato un pastore tedesco.
Un altro cane della stessa razza era stato invece soccorso e curato in tempo e si era miracolosamente salvato, grazie alle cure di un veterinario bronese.
Il verdetto dell'esame autoptico a cui era stato sottoposto il pastore tedesco fulminato dai bocconi aveva rivelato tracce di stricnina e veleno per volpi. Un cocktail venefico che non lascia scampo, anche l'ingestione di una quantità minima provoca la morte.
Polpette letali per i cani, c he muoiono dopo atroci sofferenze.
Nella diabolica rete del killer degli animali che si diverte a disseminare esche mortali sono finiti altri cani, esattamente un anno fa quando, sempre a Broni e nelle zone limitrofe, sono stati uccisi diversi cani ed altri sono scomparsi improvvisamente.
«Oltre a via dei Mille - afferma
P.G. - ho ricevuto segnalazioni di scomparse di cuccioli dalla zona del Pirocco
e da Arena Po».
LA PROVINCIA PAVESE - 29 marzo 2003
936. Due cani morti, uno salvato.
SCANDOLARA RAVARA (Cremona)
Due cani deceduti e uno strappato alla morte in meno di una settimana, a causa
di bocconi avvelenati. Questo è successo alla ‘Ravara’, la
zona sud-est di Scandolara, negli ultimi giorni.
Un fatto grave, che ha indot to il sindaco Giovanni Bozzini ad emettere un avviso pubblico invitando le persone a stare all’erta e a denunciare eventuali, nuovi episodi. «La mia Lilli è morta martedì — racconta Caterina Dellanave, moglie di Rosolino Bottini —. Sette anni e mezzo fa qualcuno l’ha buttata fuori dalla macchina qui davanti a me abbandonandola.
Io non ho avuto il coraggio di portarla al canile e l’ho tenuta con grande amore e affetto. L’ho fatta sterilizzare, perché avevo già due maschi».
E martedì cosa è succ esso? «Al mattino, come ogni giorno, siamo andati a fare una passeggiata lungo i nostri campi e ad un certo punto l’abbiamo vista che sembrava masticasse.
L’ho chiamata, lei è venuta subito perché era ubbidientissima. Dopo duecento metri è stramazzata al suolo. Aveva la bava alla bocca.
L’ho portata subito dal veterinario a Piadena, ma il medico mi ha detto che era gravissima, e dopo neanche dieci minuti è morta. Tra l’ingestione e il decesso è passata mezz’ora». Ieri mattina il veterinario ha s tilato il certificato di morte. La causa sono bocconi avvelenati.
Da chi, non si sa. «E’ un gesto di un criminale — commenta la signora Caterina —, non ci sono altre parole da usare. Lo fa per uccidere le volpi? Ma qui non se ne sono mai viste.
Io sono andata a fare un giro nei campi per vedere se trovavo qualche resto di quei bocconi, ma io non ho il fiuto dei cani, e non mi sono fidata a portarne un altro dei miei». Il fatto non è purtroppo rimasto isolato.
«Domenica 16 — conferma la signora — è morto un pastore tedesco, bellissimo. E mercoledì, sempre nella stessa zona, un altro cane è stato salvato in extremis».
Il sindaco Giovanni Bozzini ha denunciato gli episodi alla polizia municipale e ai carabinieri perché venissero segnalati alla Procura.
LA PROVINCIA - 29 marzo 2003
935. Carcasse abbandonate in strada: avvelenamento? Morte sospetta di molti cani.
NOCERA TERINESE (Catanzaro)– Allarme avvelenamento di cani a Nocera Terinese? A chiederlo è la portavoce della locale Margherita oltre che capogruppo in Con siglio comunale dell'Ulivo, Fernanda Gigliotti, che con una lettera inviata al sindaco, al comandante della locale stazione dei carabinieri, al responsabile del servizio veterinario dell'Asl 6, Giuseppe Adamo, all'ufficiale sanitario ed alla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, ha evidenziato come numerosi cani randagi e non randagi, siano «inspiegabilmente morti per le vie del paese e che, presumibilmente, tali cani potrebbero essere stati avvelenati».
Secondo quanto afferma la rappresent ante della Margherita, infatti, «per le vie del paese, e non solo, sono stati rinvenuti numerosi corpi privi di vita di cani apparentemente vittime di un avvelenamento a cure e spese di qualche personaggio che vi aveva interesse».
Questo a meno che, aggiunge subito dopo ironicamente, «non si riesca a dimostrarne la morte con un suicidio di massa deciso e programmato dai cani stessi».
Contestualmente «poiché l'ipotesi dell'avvelenamento, se vera, sarebbe oltremodo grave sia sul piano morale e c ivile che su quello della notizia criminis», Fernanda Gigliotti, chiede se sono state assunte iniziative al riguardo e se sono già stati individuati gli autori del reato, il tipo di veleno presumibilmente usato, la sua provenienza e l'indicazione dei posti in cui è stato disseminato.
Altre richieste riguardano la conoscenza delle eventuali misure adottate «al fine di delimitare, impedendone l'accesso al pubblico, i luoghi eventualmente identificati come contaminati, onde evitare ulteriori danni da avvelenamento anche a carico dei cittadini» e «se il Comune di Nocera Terinese si è munito di canile municipale o ha sottoscritto idonea convenzione con altro canile autorizzato, ai sensi di legge».
Richieste, queste, che andrebbero in un'unica direzione: «Scoprire, non solo gli autori dell'eventuale avvelenamento dei cani, ma accertare altre ipotesi di reato che vanno dal maltrattamento all'uccisione di animali, al traffico illecito di veleno, all'eventuale avvelenamento di acque e/o sosta nze alimentari o luoghi pubblici o aperti al pubblico, ovvero di accertare se la morte è dipesa da una epidemia a carico degli animali».
Motivi, questi per i quali, «sarebbe opportuno intervenire urgentemente per delimitarne la diffusione».
Di contro, però, «qualora,
invece, i cani fossero morti di morte naturale o volontaria, sarebbe opportuno
darne avviso a quella parte di cittadinanza che, credendo all'ipotesi dell'avvelenamento,
è stata seriamente sottoposta ad allarme».
GAZZETTA DEL SUD - 29 marzo 2003
934. OTTO CANI AVVELENATI: SLITTA IL DIBATTITO.
Saltato l'appuntamento di giovedì sera con un incontro sul rispetto degli an imali che avrebbe dovuto svolgersi nella sede del municipi dopo gli episodi di avvelenamento dei cani, la stessa riunione dovrebbe slittare all'inizio della prossima settimana forse martedi primo aprile.
Nonostante le aspettative dei cittadini su una questione che ha sollevato non poche preoccupazioni, alcuni interrogativi dovranno attendere ancora qualche giorno per avere delle risposte.
Brevemente i fatti accaduti nei giorni scorsi. Otto i cani e alt ri animali da cortile ritrovati avvelenati a c ui si è aggiunto il ventilato pericolo per la tutela della salute dei bambini e degli anziani.
A seguito di questo immediate le dichiarazioni e le denunce sia scritte che verbali del consigliere comunale Stefano Cimelli oltre ai solleciti interventi dei vigili del fuoco di Fiorenzuola e del vigile comunale che aveva anche provveduto al recupero di un cane morto.
A questo si devono aggiungere gli interventi del com andante delle guardie della Provincia, del responsabile del nucleo volontario ecozoofilo della Lega nazionale per la difesa del cane di Montebolzone di Agazzano e del commissario del corpo forestale dello Stato.
Intorno alla vicenda dell'avvelenamento dei cani da registrare anche le forti indignazioni sia da parte di coloro che esercitano l'attività della caccia, sia da parte degli abitanti del posto (i cosidetti “vicini di casa”) che non hanno né gradito e ne ppure accettato le gravi insinuazioni avanzate nei loro confronti di «essere i presunti autori degli avvelenamenti».
Problemi rinviati alla prossima settimana. Franco Lombardi
LIBERTA' - 29 marzo 2003
933. CANTALUPO LIGURE: CANE MORTO, ALTRI DUE SALVI .
Preoccupazione in Val Borbera dopo i casi di avvelenamento di cani registrati nei giorni scorsi.
L´ultimo episodio è avvenuto nel territorio di Cantalupo Ligure. Tre animali avevano ingerito bocconi avvelenati, uno in frazione Prà e gli altri due in località Strappaffese: uno di loro, di proprietà della famiglia Marchesotti, non ce l´ha fatta e l´altro giorno è morto dopo una lunga agonia. Salvati gli altri due grazie all´intervento del veterinario di zona.
Tutti e tre i cani erano animali da compagnia, abituati a gironzolare per casa e poco lontano dall´abitazione dei padroni.
«Questo elemento ci allarma ulteriormente ? dicono in paese ? perché a questo punto si può ipotizzare che i bocconi avvelenati siano stati collocati nei pressi delle abita zioni e possano rappresentare un pericolo anche per le persone, soprattutto per i bambini».
La zona in cui si sono registrati gli avvelenamenti è inserita in una riserva di caccia: i bocconi potrebbero essere un tentativo di danneggiare l´attività venatoria, che comunque rappresenta una fonte di reddito per la val Borbera.
Oltre alla brutalità dell avvelenamento dei cani, il rischio è anche di un danno all´economia della zona. Gli episodi sono stati denunciati ai carabinieri di Rocchetta Ligure.
La Stampa - 29 marzo 2003
932. Mangime avvelenato ai piccioni.
FOLLONICA — Più di 50 piccioni morti, presumibilmente a causa di mangime avvelenato, sono stati ritrovati ieri mattina dagli operatori del Coseca nei giardini di Piazza Vittorio Veneto, davanti al Municipio e nella zona del mercato coperto.
I piccioni sono stati rimossi e l'Asl è intervenuta tempestivamente per rimuovere tutto il mangime e sottoporlo alle analisi del caso.
E' stata disposta la chiusura cautelare dei giardini di piazza Vittorio Veneto, dove è stata rinvenuto il maggior numero dei piccioni, e la bonifica dell'area per renderla nuovamente fruibile.
«Al di là degli adempimenti amministrativi degli uffici comunali e dell'esito delle analisi dell'Asl – dice l'assessore Massimo Ricci – devo esprimere il mio rincrescimento e la preoccupazione per un atto di ordinaria barbarie contro gli animali, che poteva recare problemi ai numerosi frequentatori dei giardini di Piazza Vittorio Veneto se non fosse stato prontamente segnalato.
E' indubbio che il proliferarsi dei piccioni crei disagi, ma le azioni per il contenimento della loro crescita sono ben altre. Infatti l'amministrazione comunale si stava accingendo ad acquistare del mangime trattato che produce una sterilità temporanea di questi volatili.
L'avvelenamento è invece
una azione assolutamente ingiustificabile, e dimostra purtroppo un imbarbarimento
dei comportamenti pericoloso per la civile convivenza».
La Nazione - 29 marzo 2003
931. In giardino fra veleni e tagliole.
VITTORIO VENETO. «E' come se avessimo perso un figlio. Il mio cane Cuccì, un incrocio tra un pittbull e un carlino, è morto martedì scorso avvelenato dopo aver ingerito un boccone.
L'ho trovato che stava male e l'ho
portato di corsa dal veterinario. Inutile. Mi ha confermato che è morto
per soffocamento dopo aver ingerito bocconi composti da veleno per ratti e volpi.
Io e mia moglie siano sconvolti».
E' il racconto-denuncia di Fabio Silvestrini, 44 anni, residente in via Fadalto Basso, in Val Lapisina, che dopo quanto accadutogli ha deciso di denunciare il fatto ai carabinieri e di andare a fondo della questione.
«Viviamo in un borgo dove ci si conosce tutti - prosegue Silvestrini - e da alcune persone ho anche ricevuto minacce: mi hanno detto che mi avrebbero ucciso il cane, come poi in realtà è avvenuto».
La denuncia dell'avvelenamento del
cane è, però, solo uno dei casi verificatisi in questi ultimi
giorni a Fadalto Basso.
Anche un'altra persona ha trovato il proprio gatto morto nel giardino di casa.
«Nel nostro borgo - racconta M.Z. - ormai è un ripetersi di episodi
di inaudita crudeltà verso gli animali.
Pochi giorni fa è morto uno dei miei nove gatti e l'autopsia fatta dal veterinario ha evidenziato anche in questo caso un avvelenamento da sostanze topicide.
Ma non è finita qui. Nel giardino
della mia abitazione alcuni giorni fa ho rinvenuto otto tagliole che ho consegnato
alla guardia forestale».
Dopo questi casi di avvelenamento che idea si sono fatti gli abitanti della zona? «Troviamo bocconi avvelenati sia nel bosco vicino, sia sparsi nelle vicinanze delle case - aggiunge M.Z. - e così i nostri animali, che girano liberamente per il borgo, li trovano facilmente, facendo poi la fine che sappiamo.
Io ho anche quattro cani che stanno sempre nel recinto, ma il pericolo non è per loro quanto per i gatti o per gli animali che girano liberi.
Il nostro sospetto è che
alcuni abitanti pratichino il bracconaggio o che avvelenino gli animali per
cattiveria.
«La mia ipotesi è che qualcuno voglia tenere lontano le volpi dalle
galline che ha in giardino, o che voglia prendere facilmente i caprioli: per
questo motivo mette le tagliole.
Chi ha avvelenato i nostri animali
- conclude M.Z. - non ha nemmeno a cuore la salute dei bambini che frequentano
un giardinetto vicino al borgo e che potrebbero incappare in qualche boccone
sospetto».
Tribuna Treviso - 29 marzo 2003
930. Gatti avvelenati agli «Innocenti».Si aspettano le analisi da Pisa.
Non è ancora chiaro se qualcuno ha avvelenato i gatti che vivono in alcuni degli spazi esterni dell'istituto degli Innocenti.
Le indagini delle guardie zoofile del Comune, immediatamente intervenute, sono ancora in corso e ci vorranno almeno una ventina di giorni per avere i risultati delle analisi sui reperti inviati al laboratorio dell'Università di Pisa.
Fino
ad oggi sono stati trovati morti quattro gatti, ma le guardie comunali ne hanno
già visti almeno altri tre che mostrano gli stessi sintomi e che, presumibilmente
se si tratta di avvelenamento, avranno solo qualche altro giorno di vita.
Non appena le guardie zoofile che fanno capo all'assessorato all'ambiente di Palazzo vecchio avranno la certezza dell'avvelenamento invieranno una notizia di reato alla Procura della Repubblica perchè, grazie ad una delibera del consiglio comunale di Firenze, tutti gli animali che vivono all'interno del territorio comunale sono di proprietà del Comune e sono, quindi, tutelati.
Il
Comune potrebbe quindi anche sporgere querela contro ignoti.
E' importante però specificare subito — e lo fa la presidente dell'istituto degli Innocenti, Alessandra Maggi — che non c'è contiguità fra il cortile — che si trova sul lato di via degli Alfani ed è utilizzato come parcheggio — e i giardini dove stanno all'aperto i bambini della scuola materna.
«Quei
giardini — spiega ancora Maggi — sono ben delimitati e lontani dai
punti di alimentazione dei gatti. E' quindi impossibile qualsiasi rischio di
contaminazione con eventuali tracce di veleno che fossero eventualmente state
usate per sterminare gli animali».
La presidente
dell'ente si preoccupa di tranquillizzare le famiglie dei bambini che frequentano
i nidi e la scuola materna presso l'Istituto. I bambini non corrono alcun pericolo.
La Nazione - 28 marzo 2003
929. Animali avvelenati, sale l'allarme.Non solo cani, anche gatti e rapaci.
PISTOIA — Dall'inizio dell'anno sarebbero almeno otto in provincia i casi di animali domestici rimasti vittime di polpette avvelenate.
Il bilancio però non è
completo, perché a questi, nella fattispecie cani, sarebbero da aggiungere
molti gatti, per i quali al momento non esistono risultati di analisi ufficiali,
e persino animali selvatici, tra cui uccelli rari e protetti, come le poiane.
Primo a lanciare l'allarme è
stato l'assessore provinciale all'ambiente Giovanni Romiti, che ha invitato
a collaborare i cittadini a conoscenza di elementi utili alle indagini.
«Questi gesti incivili —
saranno perseguiti in modo sistematico». La Polizia Provinciale a tale
proposito sta effettuando sopralluoghi e indagini, predisponendo anche servizi
specifici per le Gav (Guardie Ambientali Venatorie).
«Nel 2003 i casi certi sono otto e si tratta sempre di cani – conferma il comandante della Polizia provinciale, Franco Monfardini - Sei sono avvenuti nel comune di Serravalle Pistoiese, in località La Cava, tra il capoluogo e la frazione di Masotti. Gli altri sono stati riscontrati, uno nell'area urbana e l'altro nel comune di Piteglio.
Nella zona di Serravalle, oltre a questi sei casi registrati da medici veterinari, che quando si imbattono in episodi di questo genere inviano una apposita scheda a Comune e Provincia, ci sono anche di segnalazioni, non confortate da analisi di medici veterinari, che però parlano di morti di gatti e di animali selvatici, tra cui uccelli rapaci.
Anche in tali casi, pur non avendo
analisi da parte di medici, ma solo testimonianze di cittadini che hanno rinvenuto
le carcarsse e del Corpo Forestale che ci ha fatto le segnalazioni, tutto lascia
presupporre che si possa trattare di avvelenamenti. Quindi ai sei casi ufficiali,
sicuramente ne vanno aggiunti altri».
«Negli ultimi dieci giorni — afferma la dottoressa Maria Cristina Stroscio, della clinica veterinaria Brunetti e Stroscio di Bonelle — abbiamo avuto tre casi di sospetto avvelenamento da polpette.
Un cane ci è stato portato
ormai in fin di vita, mentre altri due erano allo stadio iniziale e li abbiamo
salvati. Due di questi appartenevano allo stesso proprietario, che abita nei
pressi di San Baronto. In nessuno dei tre casi c'erano prove certe che si trattasse
di bocconi avvelenati, ma tutto lo lasciava supporre».
Intanto la zona che da Masotti va
a Serravalle capoluogo è stata delimitata da cartelli che invitano a
non lasciare liberi i cani.
«Stiamo indagando su tutto ciò che ci viene segnalato – riprende
Monfardini — Per il momento non abbiamo elementi certi per individuare
gli autori di questi gesti.
Sembrerebbe che questa pratica sia adottata per eliminare i cosiddetti animali nocivi, ma naturalmente questo è un termine improprio, che potrebbero danneggiare la selvaggina.
Questa per il momento è solo
un'ipotesi che è stata formulata e che naturalmente noi non tralasceremo.
Individuare i responsabili certo non sarà facile, ma noi metteremo tutto
il nostro impegno».
La Nazione - 28 marzo 2003
928. Veleno e bastonate, la mattanza dei gatti.
Strage di felini in provincia. Sono ottanta le segnalazioni pervenute alla sezione trevigiana dell'Enpa, l'ente nazionale protezione animali, dall'inizio del mese.
Decine di gatti avvelenati e bastonati in tredici comuni della Marca: truci coincidenze o macabre logiche pre-vacanziere? Maurizio Brombin, presidente provinciale dell'associazione è determinato ad andare fino in fondo denunciando i colpevoli dello scempio individuati grazie alle testimonianze di chi ha avuto il coraggio di segnalare il perpetuarsi di simili barbarie. «Siamo sconvolti - afferma Brombin - il fenomeno è allarmante.
Abbiamo ricevuto segnalazioni precise da residenti nei comuni di Preganziol, Mogliano, Vittorio Veneto, Oderzo, Montebelluna, Farra di Soligo, Paese, Quinto, Zero Branco e Treviso.
Ottanta gatti uccisi dall'inizio del mese con bocconi avvelenati e sostanze tossiche ma anche casi di felini presi a sprangate fino alla morte. Situazioni intollerabili a cui risponderemo con una denuncia».
L'Enpa lancia un appello affinché chi assiste ad episodi simili non abbia paura di venire allo scoperto. «Più siamo meglio è - continua il presidente - abbiamo già messo al corrente della situazione il presidente nazionale Paolo Manzi, ora siamo pronti a partire con le denunce.
Non credo ci sia correlazione tra i diversi avvelenamenti dal momento che abbiamo indizi e sospetti tangibili. Ritengo piuttosto che queste persone incivili stiano pensando alle vacanze, non a caso in questo periodo è aumentato anche il randagismo». Tra le segnalazioni pervenute anche quella di Alessandra De Rosso, residente a Farra di Soligo, testimone di una spietata esecuzione.
«Ho già provveduto a denunciare un mio vicino che ha ucciso a badilate un gatto - racconta la donna - la ferocia con cui si è accanito sulla bestiola mi ha sconvolto.
Il fatto risale a più di un mese fa quando un gattino è entrato nel suo giardino facendo imbestialire il cane di guardia. Sentendo abbaiare, il padrone è uscito di casa rincorrendo il gatto con un badile. Dopo averlo averlo intrappolato l'ha massacrato con l'attrezzo dilaniandolo.
Io ho iniziato ad urlare, ma più gridavo più lui infieriva sulla bestiola. A quel punto ho chiamato i carabinieri e ho inoltrato la denuncia». L'uomo adesso non rischia solo una multa. «Questi comportamenti a dir poco ignobili - spiega Brombin - sono puniti sia civilmente che penalmente.
Chi maltratta gli animali rischia una multa fino a venti milioni di vecchie lire e, secondo gli articoli 638 e 727 del codice penale, una pena che può arrivare alla reclusione». L'intervento dell'Enpa non si limita alla sola salvaguardia dei felini.
«Stiamo collaborando con la Provincia per un ampio progetto che mira alla tutela degli animali presenti nel territorio - conclude Brombin - con l'occasione approfitto per esprimere la mia piena solidarietà nei confronti dell'assessore Busolin e di tutta l'amministrazione provinciale in merito alla minaccia delle fantomatiche Brigate Verdi».
Tribuna Treviso - 27 marzo 2003
927. Polpette con la stricnina, muoiono gli animali domestici.
MONTERONI D'ARBIA — «Ogni anno, al termine della stagione venatoria, si registrano numerose segnalazioni relative ad avvelenamenti di animali domestici, in particolare cani e gatti, che nella maggior parte dei casi arrivano a morire.
Dai referti medici veterinari risultano sostanze venefiche, più precisamente "polpette" di carne con stricnina».
La denuncia viene dal nucleo provinciale di Siena dell'Enpa, che ogni anno si trova ad affrontare questo problema e a cui anche nei giorni scorsi è giunta una lettera firmata dagli abitanti di Mugnano.
Nella missiva, gli abitanti si appellano al corpo nazionale delle guardie zoofile per aumentare i controlli sul territorio che, comunque, è riserva di caccia, «si tratta di zone di ripopolamento dove in questi mesi vengono "lanciati" fagiani e altra selvaggina» precisano dall'Enpa.
«Le polpette di stricnina vengono usate con lo scopo di uccidere predatori che potrebbero sottrarre questa selvaggina ai cacciatori, ed è difficile risalire ai colpevoli.
Oltre all'articolo 727 del codice penale (maltrattamento di animali), esistono altre sanzioni pesanti, tra cui la reclusione»
La Nazione - 27 marzo 2003
926. Strage di cani e gatti con esche avvelenate.
PISTOIA — E' un vero e proprio allarme quello lanciato dall'assessore provinciale all'ambiente Giovanni Romiti che fa sapere quanto sia elevato il numero degli animali uccisi dai bocconi avvelenati.
«Mi preme rendere noto — scrive — che negli ultimi tempi sono stati comunicati da medici veterinari, in base alla Legge Regionale Toscana n°39 "Norme sul divieto di utilizzo e detenzione di esche avvelenate", molti casi di presunto avvelenamento di animali (domestici e selvatici) o rinvenimento di esche avvelenate, in ben 11 Comuni della provincia con particolare virulenza a Pistoia, Massa e Cozzile e Serravalle.
Sembra che questi dati siano molto al di sotto della realtà per una presunta non puntuale comunicazione degli stessi veterinari all' autorità preposta o, soprattutto, perchè solo una piccola parte degli avvelenamenti coinvolge i professionisti.
Il fenomeno ha avuto, proprio negli ultimi giorni, una violenta recrudescenza a Serravalle dove si è segnalata la morte per esche avvelenate di numerosi cani, gatti e, perfino, poiane.
Questi gesti incivili, che rimangono tali anche in momenti, come quelli che stiamo vivendo, ben più drammatici, saranno perseguiti in modo sistematico.
La Polizia Provinciale sta effettuando sopralluoghi e indagini, predisponendo anche servizi specifici per le Gav (Guardie Ambientali Volontarie) e Gvv. (Guardie Volontarie Venatorie).
Ricordo infine che presso i nostri uffici è consultabile la cartografia relativa agli episodi di avvelenamento sopra menzionati, si invita chi, a conoscenza di elementi utili, sia disponibile a collaborare, a rivolgersi agli uffici competenti».
La Nazione - 27 marzo 2003
925. Strage di cani e volpi con esche avvelenate:il Wwf parte civile.
Il Wwf oltre a denunciare alla magistratura la strage di cani e volpi avvenuta a Teano in località «Casaquinta» si costituirà parte civile nei confronti degli autori.
Lo ha annunciato il responsabile del Centro Recupero Animali Selvatici, Adriano Argenio, dopo aver ricevuto la denuncia relativa alla scoperta della morte di cinque cani e due volpi provocata da bocconi avvelenati molto probabilmente disseminati per proteggere i fagiani.
«Purtroppo - dice Argenio - dobbiamo assistere impotenti ad atti di bracconieri vigliacchi, senza scrupoli e senza la minima cognizione dei più semplici principi di ecologia e biologia.
Il fatto più grave è che l’episodio si sia verificato in un’area che dovrebbe essere particolarmente controllato».
Il Mattino - 27 marzo 2003
924. Cani avvelenati-Lav e Verdi all'attacco-"Il Sindaco che fa?".
Far luce sull'uccisione di alcuni cani di quartiere avvenuta lo scorso 18 gennaio.
Questa la richiesta della Lav e dei Verdi molisani inoltrata al Comune di Campobasso e alla asl. Nel mese di gennaio erano stati trovati tra Via Conte Rosso e via Papa Giovanni tre cani morti e due in preda a grave malore.
Tutti mostravano chiari segni di avvelenamento. Cani che facevano parte di un gruppo di sette od otto esemplari già identificati, sterilizzati e rimessi in libertà dal Comune, come prescritto dalle vigenti norme sulla lotta sulla lotta al randagismo, e inoltre accuditi da diversi abitanti della zona perchè considerati appunto <<cani di quartiere>>, figura prevista dal regolamento comunale per la tutela, detenzione e circolazione di animali.
Un episodio che ha destato lo sdegno di tutta l'opinione pubblica, quella sensibile ed evoluta s'intende, oltre che rabbia e dolore nelle persone che da anni accudivano quegli animali e conoscevano la loro natura mite. A tal proposito è stato inviato un esposto alla Procura della Repubblica in cui si chiede di far luce sull'accaduto.
<<Si chiede al Comune e alla Asl - scrive la Lav - di conoscere gli esiti dell'analisi e dell'esame tossicologico delle spoglie degli animali e dei campioni di bocconi avvelenati ritrovati, nonché degli altri ulteriori accertamenti effettuati>>.
Intanto l'autore dell'atto delittuoso continua a vivere tranquillamente sostanzialmente perchè fiducioso dell'impunità. <<Giustamente - scrivono i Verdi e la Lega molisana per la difesa del cane "Marisa Civerra" - la legge ora in discussione in Parlamento inasprisce la pena per il reato di maltrattamento di animali, considerandolo punibile con il carcere e non più con una semplice ammenda.
Questo significa che sia pure lentamente e faticosamente anche i diritti degli animali vanno affermandosi >>.
Ma sono anche altre le richieste
della Lav per porre fine al pericolo non solo per i randagi, ma anche per la
sicurezza e salute pubblica, tra cui la bonifica della zona, la distruzione
dei bocconi avvelenati e la tabellazione dell'area in questione per indicarne
al pubblico il tipo di pericolo.
Nuovo Molise Oggi - 27 marzo 2003
923. Cani avvelenati in Vallata. Caccia al killer che semina polpette.
Il killer dei cani torna a colpire nella vallata del Santerno, dove l'ultima denuncia riguarda l'avvelenamento di una femmina meticcia di 4 anni (un incrocio fra un pastore tedesco e un cane da caccia) morta nel pomeriggio di domenica, nel giro di una decina di minuti, nel cortile di un'abitazione di Belvedere.
Una polpetta alla stricnina, sospetta Katia Nanni, la proprietaria del cane che nel '99 ha visto morire un altro meticcio avvelenato da antiparassitari.
Stavolta si tratterebbe di stricnina, e la signora rabbrividisce.
"Ho due bambine di 5 e 2 anni e mezzo", dice pensando allarmata al killer che se ne va in giro a seminare polpette al veleno. Ma gli ignoti avvelenatori non hanno colpito solo a Belvedere.
In questi ultimi giorni sono stati
trovati cani avvelenati anche nei dintorni di Fontanelice, nella zona di Montebattaglia.
Sono partite le denunce alla polizia provinciale ed è scattata la caccia
agli avvelenatori.
IL RESTO DEL CARLINO - 26 marzo 2003
922. Casi di cani e gatti morti avvelenati, la Procura ha aperto un'inchiesta.
Ragusa. La Procura della Repubblica del tribunale di Ragusa apre un'inchiesta sulla problematica degli avvelenamenti dei cani e dei gatti. Le indagini prendono lo spunto dall'esposto, che era stato inviato il mese scorso alla Procura dalla Federazione dei Verdi a seguito dei ripetuti episodi di avvelenamenti che si sono registrati nel territorio comunale.
Il primo d ella serie è avvenuto in contrada Corvino. Nelle settimane successive, sia ad Ibla sia nelle zone vicine al quartiere barocco, accanto all'ospedale Paternò Arezzo, si sono verificati altri casi del genere, che hanno portato alla morte cani di proprietà, randagi e gatti selvatici.
L'inchiesta acquisisce rilievo per un problema che non è soltanto legato alla morte degli animali, un fattore purtroppo frequente dato che spesso nel territorio ibleo si verificano maltrattamenti e uccisioni di cani, no n ultimi quelli provenienti dai combattimenti.
«La Procura - spiega il portavoce
dei Verdi Antonio La Cognata, che ieri mattina è stato chiamato a deporre
dalla Polizia giudiziaria - ha giustamente puntato anche il suo interesse sul
problema del veleno, che viene tranquillamente lasciato da ignoti in strade
frequentatissime, come il centro storico di Ibla, veleni potentissimi che hanno
ucciso in pochi minuti cani possenti, come pit bull e pastori maremmani».
Il pericolo costituito da un ve leno mescolato in poltiglie, che è alla mercè di chiunque, anche di bambini, non è stato sottovalutato dal procuratore capo della Repubblica, Agostino Fera.
«Avevamo infatti sottolineato proprio questo fattore del pericolo pubblico del veleno lasciato impunemente in strada - sottolinea il rappresentante dei Verdi - e la Procura ha capito il motivo del nostro allarme».
Ci sono dei veleni che possono essere comprati, ad esempio, fra quelli destinati all'agricoltura. Alcuni campioni prelevati dalle poltiglie somministrate agli animali morti sono stati destinati a laboratori di analisi di Palermo, che dovranno comunicare l'esito dei loro test agli inquirenti.
«Siamo soddisfatti per l'apertura
dell'inchiesta - conclude La Cognata - e alla luce di questa novità lanciamo
un nuovo appello ai cittadini, affinchè denuncino gli episodi di avvelenamenti
di cani, come altri cittadini hanno fatto nei mesi scorsi, avendo fiducia nelle
forze dell'ordine».
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - 26 marzo 2003
921. Avvelenati quattro gatti.
NARNI - Quattro gatti sono stati avvelenati nella notte intorno all'area della Rocca dell'Albornoz.
A denunciare il fatto è stata l'Enpa che, ricevuto l'allarme dai cittadini della zona, si è precipitata sul posto ed ha soccorso i felini cercando in qualche modo di strapparli alla morte.
Uno dei quattro era già morto, mentre gli altri tre sono stati portati urgentemente in una clinica veterinaria. Uno di essi si è salvato, per gli altri la sorte è ancora incerta, i veterinari stanno facendo di tutto per tentare di mantenerli in vita.
L'ente per la protezione degli animali ha dato comunicazione anche al sindaco Stefano Bigaroni e ai servizi dell'Asl 4 di quanto avvenuto.
L'istituto zooprofilattico dovrà a questo punto accertare il tipo di veleno somministrato agli animali e quale potenziale di morte esso contenga.
Nessuna notizia invece sui responsabili
del crudele gesto, né sulle motivazioni che li avrebbero spinti ad attuare
il barbaro proposito.
La Nazione - 25 marzo 2003