STAMPA
- articoli 861- 880
(7
marzo 2003 - 13 marzo 2003)

880. Una settimana da dimenticare, per i padroni di cani di terre matildiche e della Val d'Enza.
Una settimana da dimenticare, per i padroni di cani di terre matildiche e della Val d'Enza. La causa: una valanga di avvelenamenti dovuti ai micidiali bocconi. Soltanto nella clinica veterinaria "Città di Bibbiano" ne sono stati portati dieci, quattro dei qu ali giunti morti; gli altri presentavano gravi sintomi di avvelenamento. Un altro cane avvelenato e salvato a Cavriago. Poi, in serata, altri casi di avvelenamento: stavolta gatti, vicino a Vetto.
Grazie alla professionalità dei dottori Elisabetta Boni ed Oscar Baracchi, dieci cani sono ormai fuori pericolo, meno uno che è ancora in prognosi riservata.
Questo il triste elenco delle vittime di coloro che incoscientemente continuano a spargere bocconi avve lenati, anche in luoghi frequentati da bambini: un setter nel cortile recintato di un'abitazione di Bibbiano; un Bull Mastiff dell'allevamento di Barbara Fieramosca a Borzano di Canossa, tenuto tra l'altro rinchiuso nel proprio recinto;quattro fox terriere appartenenti a Tagliavini di Piazzola di Bibbiano; un meticcio di Sandra Tirelli di San Polo;
un gatto a Currada di Ciano; un meticcio
di Fulvia Bergenti di Canossa, avvelenato per la seconda volta (la prima volta
salvato dal dottor Oscar Gr azioli di Reggio,la seconda alla clinica Città
di Bibbiano ancora in prognosi riservata); un setter e un meticcio tenuto costantemente
legato alla catena a Quattro Castella in zona ex fornace; infine a Roncaglio
di Canossa, la cagnolina Beby di Luigi Zecchetti,trovata con gravi sintomi di
avvelenamento nell'area retrostante l'abitazione dove tiene il paddock dei suoi
cavalli, e dove spesso giocano i suoi bambini.
La cagnolina è stata curata e salvata dal dottor Rovesti di Cavriago. Lascia pe rplessi l'avvelenamento riguardante il setter di Bibbiano,rinchiuso in area cortiliva recintata, quello di Borzano tenuto chiuso nel proprio recinto, e il meticcio di Quattro Castella tenuto costantemente alla catena; ma una spiegazione potrebbe essere nelle abitudini delle gazze che potrebbero aver raccolto il boccone avvelenato altrove e per un innato istinto lo avrebbero lasciato cadere dall'alto dopo averne avvertita l'incommestibilità.
Il Resto del Carlino-13
marzo 2003
879. I veterinari Boni, Baracchi e Rovesti sono concordi nell'affermare.
Tempo addietro si faceva largo uso
di stricnina, sostanza che non perdona data la rapidità con la quale
il soggetto che la ingeriva inesorabilmente moriva. Probabilmente, a causa delle
notizie delle cronache locali riguardanti gli avvelenamenti di cani e gatti
in provincia, i fornitori clandestini di stricnina si sono spaventati e la sostanza
ora scarseggia.
Ma i killer del miglior amico dell'uomo non si fermano e ricorrono ora a un cocktail di sostanze velenose "fai da te". Utilizzano e miscelano veleno per i topi (Ester fosforici), glicol etilenico (antigelo che si usa per le auto) e anticrittogamici; tutte sostanze queste facilmente reperibili e in commercio.
Ma i cittadini che perdono il loro cane,considerato membro della propria famiglia, morto dopo atroci dolori e sofferenze, non ne possono più e la rabbia sta montando. Anche se la strage nessuno la ferma.
Il Resto del Carlino-13 marzo 2003
878. Alla strage di cani, la Provincia risponde con un numero verde.
Alla strage di cani, la Provincia risponde con un numero verde, ma respingendo ogni intervento contro i cacciatori. La proposta presentata in giunta dall'assessore verde Margherita Bergomi (chiudere la caccia nelle zone dove sono stati trovati bocconi avvelena ti) è stata bocciata.
Via libera invece ad altre proposte del Comitato tecnico che riunisce veterinari, associazioni ambientaliste e animaliste, responsabili di canili. "Dalla prossima settimana dovrebbe essere attivo un numero verde - dice la Bergomi -, per fare segnalazioni anonime ai vigili provinciali".
Annunciato il crescente impegno di vigili provinciali, guardie ecologiche volontarie e vigili urbani. Mentre si ipotizza un piano di abbattimento dei nocivi (le volpi), per ridurre i motivi che spingerebbero a mettere bocconi avvelenati per proteggere la selvaggina. "Chiudere la caccia non pensiamo che sia un deterrente - dice Ferruccio Silvetti, assessore alla caccia -. Il problema non si combatte con lo scontro, ma col coinvolgimento.
Quando c'è un ladro non si punisce tutta la società. E con una regola simile i bocconi potrebbe metterli chi vuole chiudere la caccia". "E' evidente che c'è un aspetto di ingiustizia in questo provvedimento - replica la Bergomi -, ma sarebbe comunq ue un'azione deterrente. Sperimentiamola per un anno, diamo un segnale.
Io non criminalizzo i cacciatori, ma prima che ci scappi il morto si deve intervenire".
Il Resto del Carlino-13 marzo 2003
877. MORTO UN ALTRO RANDAGIO. LA VICENDA APPRODA OGGI SU RAI UNO.
Ha suscitato molta eco ed altrettanta indignazione la strage di animali compiuta nel canile comunale consortile. Ieri mattina, infatti, una troupe di Rai Uno è giunta sul posto per realizzare un servizio sull'accaduto, che andrà in onda questo pomeriggio, a partire dalle 16.15, nell'ambito del programma «La vita in diretta», condotto da Michele Cucuzza.
La troupe, gui data
dalla giornalista Carmen Di Staso, è rimasta favorevolmente sorpresa
della buona gestione del canile, affidato alla responsabile della delegazione
Enpa di Copertino, Lucia Colapietro.
Intanto, sul fronte dei decessi si segnala quello del sedicesimo cane, avvenuto nelle ultime ore, mentre, secondo quanto fanno sapere dal servizio veterinario dell'Ausl Le/1, per altri dieci le probabilità di sopravvivenza sembrano essere confortanti. La strage - come è noto - è stata compiuta da ignoti la notte tra domenica e lunedì scorso mediante l'«offerta» di ali di pollo intrise di veleno e depositate ai bordi del cancello del canile.
L'avvenimento ha suscitato forte indignazione al punto che il sindaco, Pierluigi Pando, dopo aver rivolto un appello affinché tutti i cittadini collaborino con le forze dell'ordine per individuare i colpevoli, ieri è tornato nuovamente sull'argomento sottoscrivendo una lettera aper ta alla cittadinanza. «Un episodio di inaudita barbarie - scrive - che ha visto l'uccisione di sedici cani, mentre altri dieci sono salvi grazie al pronto intervento del dottor Giovanni Madaro del servizio veterinario dell'Ausl Le/1.
Pensando di interpretare
lo stato d'animo di tutti i cittadini esprimo una ferma condanna di quest'atto
riprovevole e di assoluta malvagità».
Quindi ha annunciato la promozione di una campagna di sensibilizzazione «volta
- ha spiegato - a favorire l'adozione dei cani randagi ospitati nel canile.
Per tali motivi -
ha concluso - rivolgo fin d'ora l'invito a visitare la struttura e a sostenere
l'attività dei volontari dell'Enpa». Il canile è aperto
tutti i giorni dalle 8 alle 12. g. g.
Il Piccolo -13 marzo 2003
876. Un avvelenatore di gatti è nel mirino della giustizia.
Cinque gatti e un cane avvelenati con la meta in meno di due anni hanno spinto la SPA di Bellinzona a mettere in piedi un'inchiesta, alla quale ha collaborato la popolazione locale. Giovedì scorso è stata recuperata una scatola di carne avvelenata ed è partita la denuncia.
Cinque gatti uccisi in modo crudele e un cane avvelenato con la meta in meno di due anni a Odogno hanno spinto la Società protezione animali di Bellinzona a mettere in piedi una vera e propria inchiesta, alla quale ha collaborato la popolazione locale con segnalazioni che si sono fatte via via più precise. Giovedì scorso è stata così recuperata presso un'abitazione una scatola di carne per gatti nella quale era stato sciolto del veleno. Immediata la denuncia al Ministero pub blico.
"Da Odogno - ci dice Armando Besomi, presidente della SPA - abbiamo ricevuto parecchie segnalazioni di movimenti sospetti ma, appunto, si trattava solo di sospetti. I nostri appelli alla collaborazione hanno finalmente dato i frutti attesi: ricevuta una telefonata (una vera e propria soffiata) ci siamo subito attivati, avvertendo anche la polizia di Taverne che ha poi fatto partire l'inchiesta".
L'intervento è stato compiuto presso un privato: avete facoltà di intervenire ovunque? "In q uesto caso tutto quanto abbiamo sequestrato si trovava all'aperto, in un giardino non recintato. Avessimo bisogno di entrare in una casa, potremmo però ottenere un mandato da parte del Ministero pubblico. La magistratura si è sempre dimostrata sensibile a queste cose". E' stato coinvolto anche l'Ufficio caccia e pesca in quanto (sempre nel medesimo luogo!) faceva bella mostra di sé anche una trappola a calappio per la cattura di uccelli. Come mai tanto accanimento? "Difficile spiegarlo. Si tratt a anche di totale mancanza di valori e di cultura".
Spetterà alla polizia e ai guardia caccia determinare chi ha commesso il doppio illecito e il grado di responsabilità. Per quanto concerne l'avvelenamento di animali, si tratta di un reato punibile addirittura con la detenzione e con una multa che può arrivare ai 20mila franchi. La norma giuridica interessata è la Legge federale sulla protezione degli animali. Da notare, per concludere, che ora verranno riattivate le altre cinque denunce a su o tempo inoltrate per gli avvelenamenti precedenti e pertanto chi è stato danneggiato si costituirà parte civile.
Tre gli elementi che ritornano in
tutti i casi descritti: l'uso della meta, Odogno e la zona all'interno del paese,
teatro degli avvelenamenti. Dimenticavamo un quarto elemento: l'intolleranza
(eufemismo) di chi fa certe cose.
Giornale del Popolo -12 marzo 2003
875. Torna un incubo che sembrava per fortuna sopito: quello dei bocconi avvelenati.
VALLATA (Prato). Torna un incubo
che sembrava — per fortuna — sopito: quello dei bocconi avvele nati.
Una nostra lettrice segnala che «a
Schignano, Vallupaia e Migliana recentemente sono morti molti cani e gatti a
causa dei bocconi avvelenati. Chissà, forse libuttano per altri animali,
quelli delle riserve, ma così muiono anche cani e gatti, oltre a ricci
e volpi».
Il problema non è nuovo per
la Valbisenzio: già alcuni anni fa, nel vaianese, il problema dei bocconi
avvelenati era stato segnalato.
La nostra lettrice afferma di aver seg nalato la questione ai Carabinieri.
Il problema di oggi non risulta agli
assessori all'ambiente di Vaiano e Cantagallo: per questo è importante
che chi è a conoscenza di bocconi avvelenati in una zona della vallata
o abbia visto animali morti per strada o nei boschi lo segnali alle autorità.
Della questione dei bocconi avvelenati
si è occupato più volte anche il Wwf con le sue guardie volontarie:
la recente calma aveva fatto sperare che il problema fos se risolto, invece
adesso sembra purtroppo riproporsi nella zona.
La speranza è un controllo
del territorio accerti se veramente in vallata esiste un problema di questo
tipo o se si è trattato di casi sporadici e dunque non preoccupanti per
gli animali selvatici e non solo, oltre che per i loro padroni.
l. b.
La Nazione -11 marzo 2003
874. «Esistono obblighi pure per l'Usl».
Siamo state informate
che ora i responsabili di quanto sta accadendo dalle vostre parti sarebbero
i proprietari dei cani morti avvelenati, perché non avrebbero regolarmente
denunciato all'Usl la morte dell'animale.
Sotto un profilo prettamente
giuridico, nulla da eccepire: il cittadino, si sa, è tenuto a conoscere
ogni disposizione di legge. E la legge non ammette ignoranza.
Ma noi ci domandiamo se siate stati così solerti anche n ell'esporre
ai cittadini quali sono gli altri obblighi di legge: l'obbligo di tatuare, l'obbligo
di disporre di un canile sanitario in regola, l'obbligo di non diffondere sul
territorio esche avvelenate senza alcun criterio per la salvaguardia della salute
pubblica.
L'impressione è che nascondiate dietro il "dito" di una non conoscenza del cittadino le vostre responsabilità, che forse sono un po'più gravi. Naturalmente, temendo per la salute dei nostri cari, u mani e non umani, ci guarderemo bene dal recarci nel territorio della provincia di Padova e chiederemo ad amici e conoscenti di fare altrettanto.
Bravi, continuate così.
Il Mattino di Padova -11 marzo 2003
873. Sono un agente della polizia provinciale e mi riferisco......
Sono un agente della polizia provin ciale e mi riferisco al comunicato della Provincia che annuncia la presunta volontà di intervenire sulla questione dei bocconi avvelenati i quali, soprattutto in questo periodo dell'anno (quello dei lanci e della riproduzione della selvaggina sul territorio), provocano numerose vittime tra gli animali domestici, per lo più cani e gatti. In particolare, l'esternazione dell'assessore all'ambiente Margherita Bergomi suona come una vera e propria presa in giro, posto che indica tra i provvedimenti da adottare il ricorso alle denunce anonime ed a cani addestrati a scovare i bocconi.
In realtà le denunce anonime nella maggior parte dei casi servono solo a screditare il vicino di casa, magari soltanto colpevole di essere antipatico, e poi fanno pensare ad una società mafiosa che non ha il coraggio di compiere le proprie azioni alla luce del sole.
Con i cani cercatori di "polpette"siamo poi al ridicolo perchè, amme sso che esistano o che possano essere addestrati a questo impiego, ce ne vorrebbero a centinaia e continuamente e contemporaneamente in azione, per una effettiva copertura del territorio. In realtà basterebbe applicare la legge, sospendendo la caccia nelle località di ritrovamento dei bocconi e facendo così cadere l'interesse che sta alla base di almeno il 90% dei casi ascrivibili a questo fenomeno.
E' evidente che l'Ente pubblico
ha maggiore riguardo per gli organismi associativi venatori e lo si vede quando
la giunta provinciale “scarta” le proposte di adozione di provvedimenti
disincentivanti, cioè restrittivi dell'esercizio venatorio.
Il Resto del Carlino-11 marzo 2003
872. Porto Tolle, strage di gattini in località Tripoli.
Strage di gatti in località Tripoli nel Comune di Porto Tolle. La zona più colpita è via Bellini ove ogni famiglia possiede alcuni micetti, verso i quali viene nutrito particolare affetto, e in ogni casa se ne registra la scomparsa. Un fenomeno che ormai dura da tempo e che non accenna a placarsi.
La dinamica è
sempre la stessa: i micetti scompaiono da casa e dopo qualche giorno vengono
trovati morti stecchiti nell'attigua via Donizzetti dove, eviden temente, c'è
qualcuno che non ha molta simpatia per questi animali.
Nelle settimane scorse
ne sono trovati morti a decine.
Si ipotizza che gli
ignobili e vergognosi atti siano compiuti dalla stessa persona che offre ai
gatti che si avvicinano alla propria casa polpette condite con diserbanti. L'uso
di questo veleno lo avebbe confermato anche un veterinario interpellato.
Notevole è il dispiacere per le famiglie colpite che ora sono terrorizz ate quando perdono d'occhio anche per un solo istante il loro gatto; in particolar modo i bambini e gli anziani che notoriamente si affezionano molto a questi animali che a loro volta ricambiano con tanta compagnia, come dimostrano alcune dichiarazioni raccolte tra loro: «Mio figlio Carlo — ha raccontato una mamma — vedendo che il suo Fufi non tornava, è andato a cercarlo e l'ha trovato morto. Era disperato e a fatica l'abbiamo portato a casa».
Giuseppe un anz iano che era solito prendersi Gigi tra le braccia per accarezzarlo mentre lui faceva le fusa, l'altra sera l'ha trovato morto: «Non sono stato capace di cenare», Silvia , figlia del cantante imitatore Sergio Ricci, è spaventata nel timore che il suo micio esca di casa; Claudia non riesce proprio a rassegnarsi: «Ero abituata al fatto che quando rientravo da scuola il mio gattino mi veniva incontro facendo le fusa e io lo prendevo tra le braccia accarezzandolo, mi manca tanto».
Una signora di via Bellini
aggiunge : «E' vergognoso che si verifichino questi atti ignobili in un
paese civile come l'Italia ove i gatti sono fra i più amati degli animali.
Ma per fortuna sembra che qualcuno abbia notato questi persone all'opera...cosa
si aspetta a denunciarle alle autorità preposte?»
Nino Villani
Il Resto del Carlino -11
marzo 2003
871. Cibo av velenato fa strage di cuccioli.
Strage di cani a Borghetto Vara. In una fattoria situata lungo l a provinciale
per Pignone sono stati uccisi ben tre cuccioli di segugio, una razza da caccia.
A provocarne la morte secondo una prima ricognizione, é stato del veleno, probabilmente mescolato col cibo. Ed un episodio analogo, sempre nella medesima fattoria, é già accaduto la scorsa settimana.
Ma in quell'occasione il cibo avvelenato é finito nello stomaco di una cane adulto che, dopo lunghe sofferenze, é riuscito a sopravvivere. I corpi dei tre cuccioli sono stati trasportati al servizio veterinario dell'Asl sepzzina, per effettuare l'autopsia.
«Quanto sta accadendo é
spaventoso - dice Anna Vincenzi, sorella di Renzo, titolare della fattoria -
Il giorno prima dell'avvelenamento dei cani, ho portato la mia nipotina a giocare
...
IL SECOLO XIX -11
marzo 2003
870. Bocconi alla stricnina, è scontro Chiamati in causa i tartufa.
Cacciatori che seminano,
nottetempo, bocconi avvelenati? Chi ha avuto il proprio cane ucciso dal veleno
ne è convinto. E anche di recente non sono stati rari i casi, in Mugello,
di cani avvelenati, e non sono mancate le polemiche contro i cacciatori. Una
diatriba che si trascina a lungo, contro una categoria che per proteggere uova,
fagiani e cuccioli, no n esiterebbe a usare il veleno per far fuori i cosiddetti
“nocivi”, a cominciare dalle volpi. E con i cacciatori che si difendono.
«E' assurdo generalizzare
— dice per esempio Giacomo Matteucci, appassionato cacciatore di Borgo
San Lorenzo — Che vi sia qualche scriteriato che continua ad utilizzare
questi mezzi non faccio fatica a pensarlo».
Anche Alberto Caroli, cacciatore di Palazzuolo nonché assessore alla caccia in quel comune, ne è convinto: «Quello dei bocconi avvelenati messi in giro dai cacciatori mi pare un fenomeno legato al passato. Ovvero, qualche decennio fa che si utilizzassero anche questi sistemi è vero.
Oggi, invece, può
ancora accadere che qualcuno metta il laccio contro le volpi, o mangime intorno
a casa per attirare la volpe e spararle. Ma che vada a trovare la stricnina
per lasciare nei boschi i bocconi avvelenati mi sembra proprio cosa fuori di
ogni logica. Tanto più che casi d i animali avvelenati avvengono anche
alle porte di Firenze, dove non si va certo a caccia».
Caroli un'altra ipotesi
comunque ce l'ha: «Lo dico naturalmente senza generalizzare, ma occorre
guardare anche nella cerchia dei tartufai.
Intorno al tartufo c'è un giro economico elevatissimo, e si possono guadagnare
decine di milioni a stagione, i cani costano moltissimo, spesso i cercatori
sono in lotta tra loro, ed ho visto con i miei occhi cani da tartufo c on la
mascherina a protezione dei possibili bocconi avvelenati».
Tartufai sotto accusa? Vanni Spacchini, dei Tarfufai del Mugello lo esclude: «In verità in Alto Mugello so che ci sono delle ruggini, con cercatori che vengono anche dalla regione confinante. Ma da noi non ci sono grossi attriti, e casi del genere, mirati contro i nostri cani non si sono mai riscontrati». Anche se lo stesso Spacchini ha avuto il suo cane ucciso dalla stricnina: «Ma pu ò essere stato un episodio casuale, non mirato cioè al mio cane».
La Nazione -11
marzo 2003
869. Appello del sindaco Pando ai cittadini: «Aiutateci a scoprire i colpevoli».
Strage di randagi nel canile comunale cons ortile. Quindici cani, di cui cinque cuccioli, regolarmente ricoverati nella struttura, sono morti avvelenati dopo aver ingerito delle ali di pollo probabilmente intrise di veleno, che ignoti avranno «offerto» loro la notte tra domenica e lunedì, depositandole all'ingresso del canile.
Tra i cani uccisi c'è anche «Adriana», di Porto Cesareo, che questa volta non é riuscita a scampare al terzo tentativo di avvelenamento. Secondo una prima ricostruzione dei fatti i cani si sarebbero impossessati de i pezzi di carne abbrancandoli attraverso l'esiguo spazio vuoto esistente tra la parte inferiore del cancello e la terra battuta.
A dare l'allarme è stata Lucia Colapietro, responsabile della delegazione Enpa di Copertino, l'associazione alla quale è affidata la gestione della struttura ubicata in contrada Casole. Sul posto si sono recati i sanitari del servizio veterinario dell'Ausl Le/1, diretti dal dottor Giovanni Madaro, i quali, dopo aver constatato l'irreparabile, sono intervenuti su altri cinque ancora in vita, praticando delle flebo di atropina.
Un antidoto che in casi come questi viene iniettato nella speranza di un recupero. Le ali di pollo (circa tre chilogrammi) sono state raccolte e saranno inviate questa mattina per essere analizzate presso l'Istituto zooprofilattico sperimentale di Foggia, l'unico per la Puglia e la Basilicata. Sul posto sono anche intervenuti i carabinieri della locale stazione, che ora, sulla base della denuncia presentata dalla stessa Colapietro, ha nno aperto un'indagine per fare luce sull'accaduto. «Appena sono giunta sul cancello del canile - racconta Colapietro - ho notato decine di ali di pollo sistemate sul bordo del cancello.
Ho intuito subito che poteva essere accaduto qualcosa di grave. Difatti non mi sbagliavo. Appena ho varcato il cancello ho visto una scena straziante. Alcuni cani erano morti da diverse ore, altri sanguinavano stremati per terra e sono morti di lì a poco. Non sapevo da dove cominciare. Ho dato l'allarme e nel fr attempo insieme ad una volontaria siamo andati alla ricerca di altri cani ancora in vita. Ne abbiamo rintracciati cinque ai quali i veterinari hanno prestato le cure del caso.
Ma per loro non nutro molte speranze. Non capisco - aggiunge desolata - a chi possono aver dato fastidio questi cani». Amarezza per quanto è accaduto è stata espressa anche dal sindaco, Pierluigi Pando, il quale ha detto: «E' un atto di barbarie che ci lascia sconcertati e che va condannato con fermezza». Pando ha quindi ringraziato il Servizio veterinario e i volontari dell'Enpa «per lo sforzo profuso nel tentativo estremo di salvare la vita ai cani rimasti vittime dell'avvelenamento.
Mi auguro - ha aggiunto - che le
forze dell'ordine riescano ad individuare i responsabili di questo inspiegabile
gesto e per questa ragione rivolgo un appello a tutti i cittadini affinché
collaborino fornendo indizi e informazioni utili a scoprire i colpevoli».
GDM -11 marzo 2003
868. «Qui avvelenano cani e gatti»
Ha trovato il suo cane morto tra i campi di Mizzole, non lontano da casa. Sospettando che potesse trattarsi di avvelenamento, la signora O.T. ha deciso di far eseguire l’autopsia sul suo povero animale da un veterinario.
E l’esito ha tolto di mezzo ogni dubbio: il cane, un comune meticcio, era effettivamente stato stroncato da del cibo avvelenato. La signora ha fatto denuncia ai carab inieri, ovviamente contro ignoti, ma ora teme per l’incolumità degli altri suoi due cani. «In questa zona non erano mai accadute cose del genere - dice la signora - almeno per quello che posso ricordare. Qui i cani girano liberi nelle proprietà intorno alle abitazioni.
Per cui è abbastanza facile
per chi ha cattive intenzioni di seminare esche avvelenate per far fuori i nostri
animali. Tra l’altro negli stessi giorni in cui ho trovato morto il mio
cane, nella medesima area io e mio marito abbiamo rinvenuto un gatto morto.
Non lontano da casa mia, inoltre, so che sono morti altri due cani. I proprietari
non hanno fatto effettuare le autopsie e perciò non si può affermare
con certezza che siano morti avvelenati. Potrebbe essere stata solo una coincidenza
ma la circostanza è piuttosto singolare».
Alla signora O.T. il veterinario
aveva riferito di aver trovato nello stomaco del cane un certo tipo di aliment
i, tra cui del riso e un tipo di carne, che la proprietaria dell’animale
non aveva mai utilizzato. «È evidente che chi ha sparso quel cibo
avvelenato lo ha fatto proprio per togliere di mezzo qualche animale, non so
se per teppismo o per odio verso gli animali. Adesso tutti i proprietari di
cani della zona sono preoccupati. Ma proprio per questo saremo più vigili».
L'Arena - 10 Marzo 2003
867. Avvelenati altri undici cani.
L'ultimo mese è stato d i passione per molti cani nella zona di Mercato Saraceno e inquella di Sarsina se e nel Sarsinate, undici animali infatti sono morti avvelenati allo stesso modo: “polpette” alla stricnina. Due cani, uno razza Samoiedo e l'altro da guardia, hanno inghiottito martedì scorso la letale polpetta lungo la strada Madonna della Neve e nei pressi del santuario a lei dedicato, in località Monte Castello di Mercato Saraceno.
Mentre stavano passeggiando tranquilla mente assieme ai padroni, improvvisamente hanno cominciato a dare segnali tipici di avvelenamento da stricnina (muovono le gambe, bava dalla bocca, conati di vomito). Ma non sono i soli ad essere stati presi di mira da mani sconsiderate e ignote.
Vale comunque la pena precisare
che in caso di individuazione dei responsabili, scattano pesanti sanzioni penali
in quanto con tali gesti irresponsabili vengono esposti al pericolo non solo
animali di qualsiasi specie ma anche l'uomo. In base a precise testimonianze,
nell'ultimo mese a Murcinaglie, nel Sarsinate, altri due cani da passeggio hanno
fatto la stessa fine, così come altri tre cani da guardia in località
Tomba e altri quattro a San Martino e Bonsignano sempre nel Sarsinate.
Nel triste conto anche i sei cani
trovati morti recentemente in strada Tezzo, al confine fra Mercato e Sarsinae
dei quali abbiamo già dato notizia. Senza mai dimenticare altri cas i
riscontrati in passato, nel 1999 e 2000 nella zona di Monte Giusto, Monte Iottone,
Monte Castello. Andando indietro nel tempo nel 1995 fu la volta di nove cani
da tartufo: complessivamente ne sono stati uccisi una trentina.
A Careste, nel 1993, furono avvelenate
sette mucche da pascolo».
Accade quasi sempre nel periodo febbraio-marzo
di ogni anno: “Probabilmente per limitare i danni che provocano le volpi
- ha risposto uno dei proprietari di cani - l 'unico predatore selvatico presente
nelle nostre colline onde avere così più selvaggina riprodotta
per la stagione venatoria”.
Ma ha senso tutto ciò?
Edoardo Turci
Corriere della Sera -9 marzo 2003
866. Derattizzazione, un numero per segnalare le intossicazioni.
Il comitato cittadino, costituitosi dopo la protesta avviata dagli animalisti contro il metodo di derattizzazione utilizzato dall' Usl 15, ha attivato il numero di cellulare 349.5663086 al quale chiunque può rivolgersi per segnalare non solo il decesso di un animale domestico, ma anche eventuali casi di intossicazione di cani e gatti.
Prosegue la crociata del gruppo intercomunale di animalisti "Noi animali con gli altri animali" e di alcuni cittadini contro le modalità di derattizzazione attivate nell'Alta padovana, che secondo alcuni proprieta ri di animali domestici potrebbero essere la causa del decesso e dell'intossicazione dei propri cani e gatti.
«Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni da parte di persone che hanno avuto problemi simili - spiega Donatella Fassina, del gruppo di animalisti "noi animali con gli altri animali" - abbiamo attivato questo numero perché molti trovano più semplice parlare con noi, invece che rivolgersi agli uffici competenti dell'Usl, pensiamo che le testimonianze siano molto importanti e vogliamo aiutare gli ispettori del settore veterinario a capire quanto può essere esteso questo fenomeno. Inoltre vogliamo ricordare che come animalisti siamo consapevoli degli aspetti scientifici del caso».
Il Gazzettino-9
marzo 2003
865. 'Non seminiamo noi i bocconi'.
«I cacciatori non hanno nessun interesse a spargere bocconi avvelenati, semmai il problema vero è il randagismo canino incontrollabile".
Il presidente della Federcaccia e dell'Unavi Alessandro Bonacini reagisce con veemenza alle accuse che in questa stagione, come ogni anno, vengono rivolte ai cacciatori, ritenuti dall'Enpa responsabili degli avvelenamenti di cani. «Non vorremmo che si arrivasse a screditare il mondo venatorio - precisa ancora Bonacini - quando il vero problema sono i cani che vengono lasciati vagare liberamente nei campi.
Si deve arrivare a
riprendere le contravvenzioni contro chi lascia girare i cani senza controllo.
Per quanto ci riguarda, faremo la nostra parte per fermare questi bracconieri,
ma sia chiaro che deve essere eliminato anzitutto il randagismo. Vorrei aggiungere
anche che lo scandaloso abbandono dei cani in estate è grave come lanciare
un boccone avvelenato».
"Vorremmo che i
cittadini, la polizia provinciale, i sindaci - aggiunte da parte sua il presidente
di Arcicaccia Demos Morellini - affrontassero seriamente il problema del randagismo,
perseguendo l'obbligo del tatuaggio e la denuncia all'anagrafe canina. Gli unici
cani tatuati sono quelli dei cacciatori». Sospendere la caccia nei luoghi
dove vengono lanciati bocconi avvelenati? "Un'ipotesi inverosimile - reagisce
Demos Morellini -. Sarebbe come chiudere un'autostrada perché si verificano
incidenti mortali».
William Landini, presidente
Atc Collina, tuona: «E' ora si smetterla, sono pronto a querelare l'Enpa».
Sul tema dei bocconi avvelenato chiede provvedimenti più severi un ordine
del giorno in Provincia di Ds, Prc, Reggio Tricolore, Socialdemocratici e Italia
dei Valori.
Viene chiesto anche
«di vietare, se il rinvenimento è in territorio aperto alla caccia,
l'esercizio venatorio»
Il Resto del Carlino
- 9 marzo 2003
864. Subito la lavanda gastrica.
Cosa si può consigliare ai padroni di cani o d i altri animali domestici insidiati dai bocconi avvelenati? Lo abbiamo chiesto a due veterinari che in questi giorni hanno affrontato diversi casi. «Il primo consiglio è quello di evitare di lasciare liberi gli animali. È bene tenere i cani al guinzaglio e limitare molto le corse in libertà», dice il dottor Pelloni.
«Poi prestare attenzione ai primi sintomi di avvelenamento: di solito conati di vomito, ipersalivazione, tremore, rigidità degli arti e scarichi d i diarrea», aggiunge Daniele Terni. «Nel pronto soccorso veterinario si pratica subito una lavanda — dice — poi si continua con le diverse cure. Purtroppo non sempre può bastare.
Dipende dal tempo e dal tipo di veleno,
quasi sempre pesticidi, antiparassitari o anticrittogamici».
Il Resto del Carlino - 8 marzo 2003
863. Bocconi mortali «Provvedimenti più severi».
Provvedimenti più severi contro la pratica dei bocconi avvalenati. Li chiedono, con un ordine del giorno, i consiglieri provinciali di Ds, Socialdemocratici, Italia dei valori, Rifondazione comunista e Reggio Tricolore.
Il documento chiede che vengano adottate misure preventive e deterrenti al fine di scoraggiare un fenomeno che si ripete ogni anno, provocando la morte di decine di animali.
I consiglieri propongono
di proibire la cattura della selvaggina se i bocconi vengono trovati in una
zona di divieto di caccia e di vietare l'esercizio venatorio nel raggio di almeno
tre chilometri per una stagione.
Gazzetta di Reggio
-8 marzo 2003
862. Avvelenati i cani del dirigente del Comune.
Campobello. (m.l.) Ancora attentati intimidatori in città contro gli amministratori. Stavolta ad essere stato preso di mira è Ignazio Graziano, architetto 41enne di origine palermitana e dirigente dell'VIII settore Servizi alla città che cura, tr a le altre cose, il verde e l'illuminazione pubblici e la nettezza urbana.
Gli attentatori hanno
avvelenato due dei tre cani che teneva nel giardino di casa, in via 147 Est
di Tre Fontane. È stato il professionista ieri, quando stava per recarsi
al lavoro, a fare la scoperta. I cani erano morti e avevano la schiuma alla
bocca.
Forse durante la nottata
qualcuno ha gettato bocconi avvelenati agli animali di cui solo uno è
rimasto in vita. Ai carabinieri, che sull'episodio hanno avviato una ind agine,
Graziano ha riferito che il gesto potrebbe essere legato all'attività
che svolge al Comune.
La Sicilia -8 marzo 2003
861. Bocconi di mortadella al veleno.
Decine di animali domestici morti fra dolori atroci. Ripetute denunce alle autorità sanitarie e altrettanti interventi di pronto soccorso effettuati dai veterinari. In pochi giorni i bocconi avvelenati sparsi nelle campagne fra Bazzano, Crespellano, Zola e Casalecchio dai soliti ignoti, mietono vittime fra gli animali selvatici e fra quelli domestici.
Ieri, a Zola Predosa, i veterinari hanno salvato la vita, per la seconda volta in sette giorni, a Buck, un pastore tedesco di tre anni avvelenato per due volte consecutive dalle perfide polpette sparse nei campi attorno alla casa del suo padrone, nella pianura di Crespellano.
Non ce l'hanno fatta invece i piccoli Briciola e Nupi, minuscoli meticci allevati con amore da Romano Rimondi, un pensionato di Ponte Samoggia, una località d i Crespellano. «Due settimane fa li ho caricati in macchina insieme alla mamma Li per andare a cercare del radicchio selvatico, i strecapogn», racconta ancora commosso Rimondi, dai più conosciuto con il soprannome di “Barbein”, «Briciola e Nupi hanno fatto un lungo giro nel parco di Bosco Albergati dove vanno anche tanti bambini.
La vecchia Li invece mi è sempre stata vicina. Siamo arrivati a casa e nel giro di due ore sono morte tutte due le mie cagnine. Prim a una e poi l'altra. Tremavano, mi guardavano negli occhi come dire: “fai qualcosa per noi”. Ho fatto giusto in tempo a telefonare alla mia veterinaria. Mi ha consigliato un ambulatorio dove sono arrivate già morte. I loro corpi me li hanno fatti portare all'Usl. Oggi vorrei solo sapere chi è stato. Non posso fare delle accuse precise ma so solo che succede, guarda caso, quando chiudono la caccia». Stessa osservazione che fa il padrone di Buck: «Abito in campagna, non abbiamo nemici.
Le polpette avvelenate le hanno portate per due martedì successivi e Buck le ha mangiate tutte due le volte — spiega Davide Sanguettoli — guarda caso sabato scorso hanno liberato i fagiani d'allevamento». Per due volte Buck (nella foto) è stato sottoposto a lavanda e successiva terapia intensiva e ieri è stato dichiarato fuori pericolo. «Ma — si domandano Rimondi e Sanguettoli — se questa roba finiva in mano ai nostri bambini c osa sarebbe successo?».
Abbiamo poi notizia di un piccolo cocker avvelenato il 27 febbraio da una mezza mortadella imbottita da un cocktail di antiparassitari trovata in comune di Bazzano, sulla strada per Montebudello. Mercoledì scorso è stata la volta di Chicco, un bastardino salvato in extremis dopo avere mangiato un analogo boccone trovato nella campagna fra Casalecchio e Casteldebole.
E l'elenco degli episodi potrebbe continuare.
Il Resto del Carlino -7 marzo 2003