STAMPA - articoli 821- 840
(22 febbraio 2003 - 1 marzo 2003)

     


 

 

 

840. Dopo la STRAGE La Lega del gatto apre indagine su Badalucco.

 

 

BadaluccoLa Lega del gatto di Sanremo ha deciso di vederci chiaro sulla uccisione di una dozzina di mici nel paese della Valle Argentina, denunciata dal Secolo XIX lunedì scorso dopo la segnalazione di una lettrice.

«Se è accaduto quanto descritto - spiega il neo-presidente dell'associazione, Marco Strafforello - sarebbe un fatto molto grave, soprattutto se i gatti sono stati uccisi a bastonate. Cercheremo di capire che cosa stia succedendo a Badalucco, e ci muoveremo di conseguenza».

Strafforello ricorda la legge regionale che obbliga i Comuni a istituire le isole feline: «Se vi sono residenti che ne assicurano la cura costante, l'amministrazione ha il dovere di consentirle e di tutelarle».

I gatti di Badalucco sarebbero in pericolo da un paio di mesi, da quando cioè almeno una ...


IL SECOLO XIX-1 marzo 2003  

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839.  Spariti una ventina di gatti Probabile avvelenamento.

 

 

E' praticamente scomparsa, sterminata si ipotizza con l'impiego di veleno, la comunità di gatti che da molti anni trovavano dimora e nutrimento presso la casa di riposo "F. Bottoni" di Papozze.

Il numero dei gatti uccisi in questa maniera è difficilmente quantificabile, visto che non ne era mai stato compiuto un censimento, quello che è certo è che ora se ne vedono solo pochissimi aggirarsi nei pressi dell'Opera Pia in piazza della Chiesa.

I corpi di alcuni degli animali sono stati ritrovati nei giorni scorsi vicino alla siepe che circonda l'edificio e le testimonianze riferiscono che avevano la bava alla bocca, un riscontro che farebbe quindi pensare ad un avvelenamento.

Un gesto esecrabile del quale l'autore o gli autori sono tutt'ora sconosciuti, così come lo è la natura della sostanza tossica impiegata per compiere il presunto sterminio. "Ce n'erano molti che si aggiravano da queste parti, venti, forse più - è l'indignata testimonianza di Gabriele Marcello, la cui abitazione si trova proprio di fronte alla casa di riposo - ma questo è un modo assolutamente barbaro per affrontare la questione. Ne sono stati trovati alcuni con la bava alla bocca, mentre altri erano già morti".

La stessa versione fornisce anche l'obiettore che presta servizio presso la casa di riposo che riferisce inoltre come ad alcuni dei felini ritrovati sia stata data pietosa sepoltura. Sorpreso ed amareggiato di quanto è avvenuto si è dichiarato anche Stocchi Iores, presidente dell'Opera Pia "F. Bottoni".

"Avevamo avviato i contatti - dice il presidente - con il Servizio veterinario dell'Ulss di Adria e l'Ufficio di polizia municipale del Comune per affrontare il problema dell'aumento della popolazione di felini, così come anche per i colombi, che avrebbero potuto creare qualche inconveniente igienico ai nostri ospiti". Sulle cause di morte sono in corso accertamenti.

Moreno Tenani


Gazzettino web
-28 Febbraio 2003

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838.  Strage di cani col veleno Uccisa anche una capretta.

 

 

Sardara (Cagliari) - Strage di cani alcuni giorni fa all’incrocio fr a via Galileo Galilei e via Toscana. «Li ho sentiti abbaiare, guaire.

Poi improvvisamente il silenzio. Insospettita sono uscita di casa e ho perlustrato la zona. In un’area verde, completamente abbandonata, una scena raccapricciante si è presentata ai miei occhi: sei cani, quattro da caccia, un piccolo yorkshire e un randagio, adottato da tutto il vicinato, stavano morendo», racconta Teresina Murru.

I proprietari dei cani hanno tentato l’impossibile per salvarli. «Abbiamo caricato le bestie agonizzanti in macchina -raccontano- e le abbiamo portate dal veterinario».

Due cani non ce l’hanno fatta a sopravvivere, una era gravida. Qualche sera prima, sempre in via Galileo, Bribri, una capretta tibetana di appena due mesi, è morta in situazioni analoghe. È stato Giuseppe Mura, un ragazzo di quindici anni, ad accorgersene.

Il maltrattamento degli animali nella zona sta diventando purtroppo un fatto quaasi quo tidiano. «Non è la prima volta- aggiunge Teresina Murru- che intervengo per prestare aiuto ad animali bastonati, legati con filo di ferro, feriti da oggetti appuntiti, non ultimo un cane con la testa tagliata da una falce».

Sul posto è arrivato anche il comandante della polizia municipale Walter Tuveri che ha subito sposto denuncia contro ignoti alla Procura della Repubblica.

Ora i genitori dei bambini che abitano nel quartiere sono molto preoccupati. «Non è c hiara - sostengono - la natura del veleno e tanto meno dove e come è stato sistemato. Non ci rimane che sperare in un’indagine che individui i responsabili di questo massacro”.


L'Unione Sarda
-28 Febbraio 2003

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837.  Sterminati trenta gatti.

 

 

Un odioso quanto oscuro ed inquietante episodio è accaduto a Papozze, dove ignoti hanno letteralmente sterminato, probabilmente utilizzando del veleno, una nutrita colonia di circa trenta gatti, che stazionavano nei pressi della locale casa di riposo Opera Pia “Francesco Bottoni” in Piazza Chiesa, a ridosso dell'argine del Po.

Dopo le segnalazioni di alcuni cittadini, la conferma ce la fornisce Chiara Mancin, segretaria amministrativa dell'ente: «Lunedì scorso, al ritorno in servizio dopo la pausa festiva - spiega la manc in -, ho effettivamente rilevato l'improvvisa scomparsa dei gatti, che abitualmente stazionavano nei dintorni della casa di riposo.

«Successivamente ho raccolto voci, secondo le quali erano stati raccolti diversi corpi dei piccoli animali e, martedì sera, io stessa ne ho rinvenuti tre, che poi ho fatto seppellire. E' vero che si doveva intervenire sulla colonia felina, tanto che avevo segnalato il problema all'esponente comunale di polizia municipale e pre so contatti direttamente con il veterinario dell'Ulss 19 dottor Gazzetta, per concordare idonee modalità di controllo e sanificazione, sia per i gatti che per i colombi. Evidentemente, qualcuno ha pensato invece di intervenire in maniera molto più drastica».

Al riguardo, sembra sia stato anche inoltrato un esposto al Comune e all'Ulss 19 di Adria.
a.p.


Il Resto del Carlino
-26 febbraio 2003  

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836. TERNI - Terribile fine settimana.

 

 

TERNI — Terribile fine settimana per i due cani di una donna che vive nella zona di Maratta: entrambi avvelenati con una sostanza che contiene gli elementi chimici del gas nervino, sottoforma di insetticidi utilizzati attualmente in agricoltura.

Veleno che ignoti hanno trovato il modo di far fin ire nel giardino recintato della casa dove la signora vive da sola. Il primo a farne le spese, venerdì scorso, è stato un Rottwailer, che si è salvato dopo 24 ore di coma. I veterinari dello studio Tyrus lo hanno raccolto in piena crisi convulsiva, gli hanno somministrato massicce e continue dosi di antidoto e lo hanno sottoposto a lavanda gastrica.

E il cane è stato strappato alla morte anche grazie alla sua stazza che ha retto l'urto del micidiale ve leno. Con cui un paio di giorni dopo ha dovuto fare i conti l'altro cane della donna, un meticcio.

Che è stato soccorso prima rispetto all'altro ed ha potuto così anche lui salvare la pelle, non senza il pronto intervento dei veterinari. I risultati delle lavande gastriche sui due cani verranno adesso inviati dallo studio Tyrus all'istituto zooprofilattico, per esami più approfonditi.

Intanto il responso parla di una sostanza dallo stesso composto chimico del famigerato gas nervino, che incide sui recettori neuro-muscolari, generando contrazioni e sfociando nella paralisi. La morte, se non si interviene per tempo, arriva poco dopo con un blocco respiratorio.

Intimorita e sconcertata, naturalmente, la proprietaria dei due cani. «Vivo in una zona piuttosto isolata — spiega la donna — e non ho idea di chi possa aver messo il veleno nel mio giardino. Il fatto è che ai cani dei vicini non è successo nulla, quindi temo c he qualcuno abbia voluto colpire proprio me. Tra l'altro è la prima volta che mi capita una cosa del genere.

Per fortuna gli animali si sono salvati, ma è stata un'esperienza che spero proprio di non ripetere».


La Nazione-26 febbraio 2003

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835. Gli animalisti: «Un centinaio i c ani avvelenati in un anno».

 

 

PIAZZOLA (Padova). Un centinaio di cani morti da avvelenamento in un anno.

E' quanto denuncia Ledar Lav «Noi animali con gli altri animali»: quasi tutti i casi sono analoghi, probabilmente la morte giunge dopo aver ingerito topicida disseminato dalla ditta incaricata dall'Usl 15 della derattizzazione. «Andremo all'Usl - annuncia Donatella Fassina, responsabile del gruppo - Non è possibile che per uccidere i topi si ammazzino cani e gatti.

Continuiamo a ricevere segnalazioni, attuali e riferite ai mesi scorsi, anche su come vengono distribuite le bustine di topicida. Tanti dicono di aver visto operatori lanciarle dai finestrini ai bordi delle strade, facilitand o il contatto con le sostanze tossiche da parte di animali e bambini. Andremo a chiedere all'Usl i danni per gli animali morti dal veleno comprato e distribuito con denaro pubblico.

Intanto invitiamo tutti a segnalare i casi d'avvelenamento al Corpo forestale dello Stato, perchè i numeri non risultino solo a noi, ma anche agli enti competenti». All'Usl non sono giunte segnalazioni, conferma il dirigente del servizio veterinario Graziano Pirocca: «Da 10 anni viene fatta la derattizzazione per conto dei comuni e la ditta incaricata ha messo in atto tutti i controlli.

Le bustine non provocano nulla agli animali domestici. E comunque, se ci sono stati tutti questi casi, perchè nessuno ha mai pensato di chiamarci o portare l'animale morto per gli accertamenti diagnostici, gli unici a stabilire la causa dei decessi? Bisognerebbe rivolgersi a Comuni e l'Usl: sicuramente attiverebbero tutti i controlli».


Il Mattino di Padova-26 febbraio 2003

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834. Cani avvelenati Ancora stragi senza colpevoli.

 

 

Dal Mugello arrivano nuovi, preoccupanti segnali sugli avvelenamento di animali.

Negli ultimi giorni, infatti, in zone distinte dei comuni di Barberino e Firenzuola, sono stati trovati morti quattro cani: un labrador, due meticci ed un golden retriver.

Che si tratti di avvelenamento pare certo: in tutti i casi fin qui verificati dei quali si ha notizia (il primo caso è stato segnalato giovedì scorso, il secondo sabato, due, infine, nella mattinata di martedì) i sintomi riscontrati sono gli stessi: bava alla bocca, forte tremore seguito dalla morte, sicuramente dolorosa, per i poveri animali.

Subito attivate le ricerche, anche attraverso precise riconognizioni nei luoghi solitamente frequentati dai cani, da parte dei Carabinieri della Compagnia di Borgo San Lorenzo, mentre si attende il responso dell'autopsia su uno degli animali trovati senza vita, inviato dal proprietario all'istituto tossicologico della facoltà di veterinaria dell'ateneo pisano: l'esame autoptico potrà, infatti, fornire precise indicazioni sulla causa esatta della morte dell'animale.


La Nazione- 26 febbraio 2003

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833. Sono una decina gli animali uccisi nella frazione di Piazze Bocconi avvelenati ai cani Un uomo si nasconde nella cuccia per scovare il colpevole.

 

 

Lilan ha circa un anno ed è uno splendido esemplare di terranova. Docile e giocherellone. Fino a qualche giorno fa giocava felice nei prati e nei boschi di Piazze d'Artogne. Il cane non ha mai fatto male ad una mosca.

Ad assicurarlo la sua proprietaria, Giacomina Lorenzetti, che sabato sera attorno a mezzanotte l'ha trovato agonizzate nei pressi del cancello della sua abitazione di via Case Cotti, una bella palazzina da cui si gode la vista mozzafiato di mezza Vallecamonica.

«Lilan si contorceva, aveva la bava alla bocca, gli occhi vitrei - ci ha spiegato con un filo di voce Giacomina, ancora preoccupata per la sorte dell'animale, a tutt'oggi debolissimo - al momento non sapevo proprio cosa fare, tornavo da un viaggio di circa 600 km.

Ma non mi sono persa d'animo. Ho preso Lilan a spalle e da sola l'ho caricato sulla mia auto, facendo una corsa contro il tempo a Piancamuno, dal mio veterinario di fiducia. Sono arrivata appena in tempo. Lilan aveva dei gravissimi sintomi di avvelenamento. Stava per morire.

Per fortuna me ne sono accorta in tempo. Il veterinario, il dottor Giambattista Chiminelli, mi ha spiegato che si tratta di esteri fosforici. Deterrenti usati per scacciare gli insetti dalle piante».

Grazie a una flebo e alcuni medicinali prontamente somministrati dal veterinario camuno, l'animale è salvo, anche se non è certo che soppravviverà. «Questa sera (ieri per chi legge ndr) lo porterò ad una visita di controllo. Pare che Lilan dovrà essere sottoposto ad altri accertamenti, probabilmente ad una lavanda gastrica e ad altre flebo. Spero davvero che ce la faccia.

Per me e i miei cari è come se fosse un membro della famiglia, non ha mai fatto male a nessuno. Faremo il possibile per salvarlo e far sì che continui a correre nel nostro prato».

È stata fortunata Giacomina. Non è andata altrettanto bene a diversi abitanti di Piazze d'Artogne e in particolare di via Case Cotti. Nel giro di due settimane gli animali morti sono almeno una decina: alcuni di grossa taglia, tra cui due maremmani. «Posso assicurare - continua la signora e non ho paura a farlo, che nelle ultime due settimane una mano ignota ha gettato panini imbottiti e bocconi di cibo avvelenati in diverse proprietà recintate di Piazze».

Nei giorni scorsi infatti pare che il padrone di un maremmano a Artogne abbia voluto improvvisato detective per far luce sull’insistenza di espisodi di avvelenamento nascondendosi dietro la cuccia del cane. L’uomo avrebbe sorpreso un giovane mentre gettava un panino imbottito con del salame. La notizia tuttavia non è confermata dai Carabinieri che indagano sull’accaduto.

«I cani morti sono una decina - riprende Giacomina - Credo che oltre al mio solo uno si sia salvato. È una cosa da non credere. La nostra è una frazione tranquilla. Eventi del genere ci sconvolgono. Anche perché nei nostri giardini non giocano solo gli animali, ma anche tanti bimbi piccoli, alcuni non in grado di capire che un panino, magari all'apparenza invitante, potrebbe essere pericoloso».

A rispondere ai dubbi di Giacomina e dei piazzesi sarà il servizio veterinario dell'Asl di Breno, dove una delle famiglie coinvolte nella vicenda ha portato un panino imbottito di provenienza sconosciuta trovato nel proprio giardino.

«In questo momento sono in corso una serie di analisi per stabilire la tossicità dell'alimento - ha spiegato Domenico Benedetti, direttore del servizio - certo è che i sintomi di alcuni cani sono simili: convulsioni, vomito, bava, vertigini e tracce ematiche. Si potrebbe pensare a un'intossicazione, ma attualmente non è possibile dare una risposta definitiva».

Intanto è stato depositato un’esposto contro ignoti ai Carabinieri di Artogne che stanno procedendo nelle indagini.


Brescia Oggi - 26 febbraio 2003

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832. Sei animali avvelenati a S. Angelo Paura tra i proprietari dei cani.

 

 

MERCATO S. SEVERINO. Scatta la psicosi dell'untore dei cani randagi. Dopo le sei morti per avvelenamento di cinque cani randagi e di uno d'appartamento registratesi a Sant'Angelo, è panico fra i possessori di cani o gatti.

Le morti sospette di sono verificate in un arco di 15 giorni. L'ultimo episodio risale a sabato pomeriggio, quando un meticcio di proprietà della signora Giovanna Laudato ha riportato i caratteristici segni da avvelenamento: tremore, occhi sbarrati e bava alla bocca.

Resasi conto della situazione, e memore degli strani precedenti, la signora ha subito portato il cane dal dottore Antonio Fimiani, che è riuscito a strapparlo ad una morte atroce. Gli episodi di avvelenamento si sono tutti verificati a Sant'Angelo, la popolosa frazione di Mercato S. Severino. Ad essere stati colpiti per primi sono stati quattro cani randagi.

La triste fine è toccata inoltre ad una gatta gravida. Ma negli ultimi giorni sono stati colpiti anche cani d'appartamento. Le morti si sono verificate tutte su via Carmine Amato e su via Vignola.

Il modus operandi è sempre lo stesso: si attirano gli animali con una polpetta di carne, imbevuta però di esteri organici da acido fosforico. Il termine tecnico nasconde una sostanza di uso comune, ovvero lo spray contro gli insetti.

E' attraverso questo comunissimo mezzo di disinfestazione che qualcuno ha deciso di colpire i poveri animali in maniera atroce. Il numero degli animali morti (cinque cani ed un gatto) e degli avvelenamenti (altri tre i casi registrati) ha fatto scatenare la psicosi fra i possessori di cani e gatti. I più preferiscono non far scendere per strada i loro animali domestici per la consueta passeggiata.

Chi rischia in genere previene sgradite sorprese utilizzando la museruola.


La citta di Salerno -26 febbraio 2003

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831. San Polo-Vezzano E' strage di cani, altre due vittime di bocconi avvelenati.

 

 

SAN POLO - VEZZANO - Strage di cani per i bocconi avvelenati. Ultime vittime un cane pastore abruzzese di San Polo e un meticcio.

Agostina Taghetti di Quattro Castella, passando da Vezzano, la sera del 19 febbraio ha visto sul ciglio della strada un cane meticcio bianco e marrone, terrorizzato dai fari e in preda a convulsioni da avvelenamento.

«E' una vergogna - dice Rosanna Fontanesi, proprietaria del pastore bergamasco -, la mia Lella è morta tra atroci sofferenze.

Perché nessuno interviene per evitare queste stragi?».


Il Resto del Carlino-26 febbraio 2003  

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830.  Monte Lupone, uccisi dal cianuro: sospetti sui locali infastiditi dai cercatori della domenica.

 

 

LATINA - Li hanno trovati sull'erba, ai bordi di uno sterrato di campagna, ai piedi di monte Lupone.

Quelli della forestale hanno contato sei cani e un paio di volpi, ma i pastori che lavorano tra Cori e Roccamassima giurano di averne visti di più, di animali, riversi a terra. Tutti uccisi da bocconi di carne al cianuro, tutti uccisi da quella che q ui hanno cominciato a chiamare la "guerra del tartufo".

E' una faida dai risvolti inquietanti, portata alla luce dai carabinieri e dal corpo forestale di Cori: una battaglia senza esclusione di colpi per la raccolta di tartufi - nemmeno pregiati, a dirla tutta - ingaggiata da tempo, e che si ripresenta ogni volta che torna la stagione buona per la raccolta. Come adesso.

Succede che dall'Umbria, dalle Marche e da altre zone dell'Italia centrale dove i tartufi sono molto più che un a ghiottoneria, la domenica arrivano decine di cercatori professionisti. Ma qui l'invasione l'hanno presa male. E, per rimediare, qualcuno ha deciso di passare alle maniere forti. Uccidendo i cani dei rivali.

A Valle Pera, a ridosso dell'azienda faunistica di Cori, carabinieri e guardie forestali, ieri mattina, sono andati dopo la denuncia presentata da un assicuratore di Latina, Sergio Centra, che quei posti li conosce bene. C'era stato anche domenica scorsa. Aveva comprato il giorn ale, era salito sul suo fuoristrada ed era arrivato lì, dove aveva sguinzagliato due setter.

Tempo di rialzare lo sguardo dal giornale e i suoi cani li aveva rivisti stesi sull'erba, morti per avvelenamento. Così aveva chiamato i carabinieri, che hanno cominciato ad indagare. Ieri mattina sono andati a controllare di persona, a Valle Pera.

Poi, in aperta campagna, hanno trovato le carcasse di una decina di animali. "Ma la zona è impervia, ce ne potrebbero essere molti di più", di cono i pastori, che adesso hanno paura per le loro bestie.

E temono che la strage non sia finita.


Corriere della sera-25 Febbraio 2003

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829.  Bocconi al veleno: uccisi 6 cani.

 

 

Sei cani avvelenati con la stricnina, in questo mese nella zona di strada Tezzo di Monte Castello, frazione di Mercato Saraceno.

Due di questi sono stati uccisi domenica scorsa. Il racconto dei padroni è il solito: "Abbiamo fatto fare al cane una sgambata anche per cominciare la tradizionale ricerca del tartufo 'marzaiolo' e poi un improvviso dimenare di gambe, con bava che scende dalla bocca mista a conati di vomito.

Sintomi evidenti di avvelename nto da stricnina". Meno rischi si avrebbero se i cani fossero muniti di museruola ma questa limita l'attività di ricerca dell'animale.


Il Resto del Carlino -25 Febbraio 2003

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828.  Mostruoso avvelenare gli animali.

 

 

LUCCA — Il dolore degli animali sembra essere muto so ltanto perché non sa esprimersi a parole. Non a caso il «Notiziario Animalista» che esce a Como mette sempre in prima pagina questa dicitura: «Le vostre voci in difesa anche delle persone non umane».

I cani e i gatti avvelenati a Segromigno in Monte da bocconi, a quanto sembra a base di lumachicida, hanno manifestato il loro dolore non soltanto coi malesseri dovuti all'intossicamento, ma anche con gli sguardi. Coi loro occhi, cani e gatti, esprimono ciò che provano; quasi sempre soffrono in silenzio, con una dignità che può insegnarci molto.

Chi ha sparso le esche avvelenate non appartiene al mondo civile, bensì a quella parte di individui che non possiamo definire umani, ma mostri, perché mostruosa è la loro azione: uccidere proditoriamente esserci innocenti e indifesi.

La Procura della Repubblica ha avviato indagini. Se c'è qualcuno che sa, che ha veduto collabori. Ma perché in un'epoca che si vuole sia d i grande civiltà esistono certi individui? Domanda che insorge spontanea, visto che, specie in questi giorni, pace, bontà e amore verso il prossimo sembrano essere al centro di tutto.

La migliore spiegazione dell'essere umano dobbiamo purtroppo ancora andarcela a cercare ne «Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde» di Stevenson. Oggi come ieri, ma forse di più, si vive di apparenza e di mistificazione.

Non stupiamoci, dunque, se esistono i criminali della polpetta al veleno per gli animali domestici. E' nel conto.

Vincenzo Pardini


La Nazione -24 febbraio 2003

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827.  Animali avvelenati, ecco che cosa fare.

 

 

Come salvare gli animali domestici avvelenati o intossicati. Questo il tema dell'incontro che si è tenuto venerdì presso la sala "Gradoni" di Via Cialdini.

La serata è stata occasione per illustrare a veterinari e non solo il nuovo Protocollo Operativo per la realizzazione di un osservatorio provinciale in merito alle tipologie di avvelenamento degli animali domestici: la Provincia, punto forte della suddetta collaborazione che promuove la salvaguardia della popolazione canina, insieme al Comune, all'Istituto Zooprofilattico, al Servizio Veterinario dell'Azienda USL e ai veterinari liberi professionisti, hanno gettato le basi per un accordo di reciproco aiuto.

Tale accordo si concretizza attraverso l'apporto di ognuno di questi partners, cittadini compresi, che hanno compiti specifici: dalla segnalazione tempestiva e dettagliata di e ventuali casi si avvelenamenti alla analisi dei campioni, dalla raccolta dei dati relativi agli episodi esaminati alla promozione di iniziative pubbliche di aggiornamento.

L'argomento è stato poi approfondito dal Prof. Famigli della Facoltà di Medicina Veterinaria di Bologna e dal Dott. Bassi dell'Istituto Zooprofilattico della Regione, che hanno illustrato le possibili fonti tossicologiche per gli animali domestici, le eventuali e visibili manifestazioni e le concrete modalità di aiuto e pronto intervento.

Nello specifico il Dott. Famigli ha sottolineato la pericolosità degli elementi tossici domestici, spesso sottovalutati rispetto a quelli ambientali, come ad esempio i medicinali erboristici, numerose piante che si trovano nelle case (il diffusissimo Ficus Benjamin o la classica Stella di Natale) e ancora molti alimenti come l'aglio... Ha consigliato di prestare la massima attenzione a tutti gli spostamenti degli animali, a tutto ciò con cui vengono in contatto, per poter prontamente aiutare e collaborare con il veterinario qualora l'animale si fosse intossicato.

Ma come comportarsi nel caso in cui ci si trovasse di fronte ad un avvelenamento? Innanzitutto occorre che non sia passata più di un'ora dall'ingestione, poi, come consiglia il Dott. Famigli, diluire i tossici attraverso l'acqua o il latte, bagnare la zona colpita, se esterna (ad esempio gli occhi ) e far rimettere l'animale con l'acqua ossigenata, elemento che più facilmente si trova nell'ambiente domestico.

L'importante, infine, sottolinea il professore è fornire indicazioni dettagliate al veterinario, in modo che questo possa formulare una precisa diagnosi e mantenere calmo e lontano da stimoli esterni l'animale, ad esempio coprendogli gli occhi.

Per gli interessati l'argomento verrà riproposto venerdì 7 marzo alle ore 20,30 a Pavullo.


Gazzetta di Modena-24 febbraio 2003

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826.  Strage di gatti a Badalucco.

 

 

Badalucco (Imperia) - Almeno una dozzina di mici del paese sono stati uccisi negli ultimi due mesi, nei modi più crudeli, a bastonate, avvelenati o sbranati da cani lasciati liberi di girare per le strade, di giorno e di notte.

Non solo randagi, ma anche gatti domestici, i cui proprietari li hanno ritrovati morenti davanti alla porta.

La strage avrebbe avuto inizio a fine dicembre. I primi mici sarebbero morti per avvelenamento, poi la macabra scoperta di un gatto con la testa praticamente staccata, probabilmente a bastonate.

L'ultimo caso è di tre giorni fa, anche in questo caso per mano dell'uomo. Altri sono stati sbranati dai cani. «Vengono lasciati liberi, senza guinzaglio nè museruola - denuncia un'abitante di Badalucco - così possono azzannare i gatti senza problema.

Ma che cosa succederebbe ...

Il Secolo xix-23 febbraio 2003  

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825. Polpette ripiene di ami per i cani.

 

 

Lazise (Verona). Per ammazzare i cani non più polpette avvelenate ma minihamburger con all’interno robusti ami da pesca. Per una morte, quindi, lenta e atroce per le bestie amiche dell’uomo. Una nuova arma subdola e micidiale per colpire gli animali del circondario che probabilmente disturbano qualcuno.

È successo a Colà, in località Pirlaron, la strada che da località Tende conduce al nuovo insediamento dei V igneti del Garda. La nuova esca è stata addentata da un bel esemplare di labrador di proprietà della signora Donatella Paiola. Il cane era al guinzaglio della sua padrona. Non era quindi randagio o lasciato libero.

«Ho visto che il cane annusava qualche cosa», racconta la signora «ma l’ho lasciato fare non pensando certamente che potesse ingoiare qualche cosa di questa natura. Subito dopo vedo che dà sintomi di soffocamento e che non riesce a deglutire bene. Gli guardo in bocca e vedo che ha ingoiato qualche cosa che non riconosco.

Cerco così di ritornare sui miei passi con l’animale e vedo due piccole palline di carne fra l’erba. Mi preoccupo subito e cerco di aprirle. Sospetto siano avvelenate, ma intravedo subito un grosso amo da pesca. Allora faccio intervenire i vigili urbani e corro dal veterinario a Cavaion, dal dottor Giovanni Martini che ha in cura il labrador».

L’animale viene subito sottopost o a cure e non è ancora certo se le polpettine, oltre ad avere gli ami da pesca nascosti al loro interno, fossero anche intrise di veleno, magari per topi. Il labrador è vivo ed è a casa.

La signora Paiola frattanto ha sporto denuncia contro ignoti ai carabinieri di Pastrengo. Nei giorni scorsi, riferiscono i vigili urbani intervenuti, sono deceduti tre cani in località Praia e Praietta. Non se ne conoscono le cause in quanto i proprietari non hanno voluto effettuare l’autopsia. Mercoledì scorso, ha riferito la signora Paiola, è deceduto un cane che era stato avvelenato giorni prima e non ha superato la crisi.

Da mesi, secondo la signora di Colà, ci sono in giro bocconi e polpette contro i cani. Il fenomeno si è notevolmente ampliato in queste ultime settimane. Con ogni probabilità, i bocconi vengono collocati nella notte o nella prima mattinata perché quelli rinvenuti sono composti da carne macinata di fresco.

«Siamo veramente esterefatti di questo comportamento omicida verso le bestie», dice la Paiola «del tutto inspiegabile in quanto qui, in località Tende e Pirlaron, non ci sono animali randagi o che creino problemi tali da doverli sopprimere. Forse c’è una mente contorta che non vuole vedere nemmeno gli animali al guinzaglio. Sta di fatto che adesso abbiamo veramente paura anche di portare a passeggio i cani al guinzaglio».

I carabinieri hanno promesso un maggiore controllo della zona e una più accurata ispezione quotidiana del sito proprio quale azione preventiva e deterrente.

Sergio Bazerla


L'Arena-23 febbraio 2003  

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824. Le polpette avvelenate uccidono un tasso. 

 

 

Gemmano - Ritorna l’incubo delle polpette avvelenate nell’alta Valconca.

Questa volta a rimanere vittima del veleno distribuito apposta per uccidere cani e gatti è stato uno splendido esemplare di tasso, un maschio lungo circa mezzo metro.

Racconta Miller Martegiani che lo ha ritrovato sul suo fondo della zona di Villa: “Purtroppo l’abitudine di spargere veleni per ammazzare gli animali è ancora diffusa.

Domani mattina (oggi, ndr) verranno gli esperti del Wwf per eseguire l’autopsia sul tasso morto, ma le cause purtroppo sembrano fin troppo evidenti”.


Romagna Corriere-23 febbraio 2003  

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823. «Cani e gatti morti avvelenati nelle zone appena ripulite dai ratti».

 

 

PIAZZOLA (Padova). Allarme da avvelenamento per gli animali domestici. Nel giro di una settimana, è stata trovata una decina di cani e gatti morti tra Piazzola e Curtarolo.

Qualcuno scomparso, qualche altro salvato in extremis. Quasi tutti morti per avvelenamento. Causa più probabile, l'ingerimento di veleno per topi lasciato lungo i fossati durante la derattizzazione eseguita dall'azienda i ncaricata dall'Usl 15.

A lanciare l'allarme è il gruppo Ledar Lav «Noi amici con gli altri animali», che raccolto le testimonianze di gente che ha trovato il cane avvelenato e l'ha segnalato a carabinieri e vigili. La preoccupazione maggiore è per i bambini, che facilmente possono venire in contatto con i bocconi di veleno per topi.

«Ce ne sono parecchi - avverte Donatella Fassina della Ledar Lav - Bisogna fare molta attenzione alle numerose bustine bi anche contenenti il veleno topicida di color rosa. Si trovano nei fossati, al margine di strade e in prossimità di zone abitate. Nei giorni scorsi si è verificata una sequenza di decessi di cani e gatti, dovuta ad avvelenamento. La gente è preoccupata, specie per i figli.

Si chiede come è possibile che il ratticida venga messo così liberamente, senza lasciarlo in appositi contenitori, in modo da tutelare i bambini e gli animali». Interrogativo che si pongono q uasi tutti. «Servirebbero protezioni - dice Evelin Allegrelli - Nello stesso giorno, ho perso due cani. Uno è proprio scomparso, l'altro l'ho trovato agonizzante vicino a casa. L'ho portato dal veterinario, ma era troppo tardi».

Simili gli altri episodi. E proprio queste somiglianze hanno spinto l'associazione a lanciare un appello di «emergenza sanitaria» ai sindaci dei due Comuni, che pur non avendo personalmente ricevuto alcuna segnalazione, si stanno già muovendo per chiedere gli opportuni accertamenti.

«Domani ho un incontro con il tecnico dell'Usl che segue la deratizzazione - conferma il sindaco di Curtarolo Angelo Caregnato - La preoccupazione è legittima, ma prima di lanciare allarmismi bisogna verificare bene.

Sicuramente la deratizzazione può aver causato qualcosa, non siamo in grado però di esserne sicuri». «Domani girerò la segnalazione al Dipartimento di prevenzione dell'Uls - aggiunge da P iazzola Dino Cavinato - Non possiamo attribuire le morti alla deratizzazione, come non potevamo qualche anno fa collegare la morte dei merli agli interventi messi in atto contro la zanzara tigre. Solo i tecnici possono farlo».

Il Mattino di Padova-23 febbraio 2003

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822. Caruso della Lida: «Continua la strage di gatti».

 

 

Lentini. Strage di gatti nel circondario Lentini Carlentini. L'ecatombe di felini ha messo sul chi vive anche la locale Lega difesa animali che, per come ha tenuto a sottolienare il presidente Enzo Caruso sarà vigile.

L'anno scorso si registrò un clamoroso caso di avvelenamento ai danni del gatto dell'ex comandante la locale brigata della guardia di Finanza Mariano Picciolo, che trovò il suo animaletto stecchito nel terrazzo della sua abitazione.

Dopo l'esame eseguito dai veterinari dell'Asl 8 si accertò che la morte era dovuta ad avvelenamento. In quel frangente fu presentata una denunzia ai carabinieri. «I tempi sono cambiati - afferma Picciolo - la legge prevede sanzioni pesanti».

L'anno scorso la Lida organizzò addirittura un concerto per sensibilizzare l'opinione pubblica a favore degli animaletti indifesi, programmando iniziative soprattutto per il recupero dei cani randagi. L'iniziativa promossa dallo stesso presidente della locale Lega difesa animali, Enzo Caruso riscosse l'unanime apprezzamento da parte degli amici a quattro zampe.

La Lida istituita con lo scopo di portare aiuto agli animali in difficoltà, grazie al protocollo di intesa stipulato l'anno scorso con il Comune ha creato un pronto soccorso per i cani in difficoltà, che scorazzano pe le vie cittadine. Ricevuto in comodato d'uso per un anno un appezzamento di terreno privato incolto, i volontari della Lida grazie all'apporto dei lavoratori impegnati in progetti socialmente utili, hanno reso agibile il terreno che dotato di adeguata recinzione è stato trasformato in un pronto soccorso, dove i randagi vengono curati, vaccinati e sterilizzati.

«Anche se non attingiamo a contributi - dice il presidente della Lida Enzo Caruso - siamo fermamente decisi a perseverare sulla nostra strada. Il nostro lavoro viene fatto con trasporto ed è necessario che si escogiti anche qualche iniziativa per il recupero dei gatti in difficoltà, che appartengono al patrimonio civile della città».


La Sicilia-
22 febbraio 2003

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 821. L'ombra del "maniaco" sui cani uccisi.

 

 

BORGOMANERO .Caccia al maniaco che tortura e uccide i cani. Da Borgomanero a Cressa, da Suno ad Armeno, non si contano più gli episodi di cani avvelenati, incatenati, uccisi e imbustati in sacchi di plastica prima di essere gettati in discarica, addirittura rapiti.

A Borgomanero, vicino alla cascina Lirone, i vigili urbani hanno trovato tre cani avvelenati e messi nei sacchi della spazzatura: ieri il comandante dei vigili, Giuseppe Bedendi, ha sporto denuncia contro ignoti, mentre i corpi dei poveri animali sono stati trasferiti a Novara, presso il servizio veterinario dell´Asl per l´esame necroscopico.

A Cressa gli episodi più inquietanti: prima una ragazzina di undici anni ha trovato per caso, nelle vicinanze della roggia Molinara, un cane legato e, vivo, messo dentro un sacco della spazzatura e gettato in una discarica. La ragazzina, passando nelle vicinanze, ha udito i guaiti del cane, l´ha trovato e soccorso, e oggi Luky, come l´ha chiamato, è la mascotte del paese.

Sempre a Cressa un fatto ancora più allarmante: i ladri hanno forzato una finestra del bar ristorante Stazione, non hanno toccato nulla all´interno, ma hanno pestato a sangue uno dei cani e portato via l´altro. «Ci è rimasto sir William - dice il titolare del locale, Vittorino Mora - lo chiamiamo così perchè è giusto che un bastardino affettuoso abbia un nome nobile.

Chi ha fatto l´incursione non è riuscito a rapirlo perchè si è ribellato». Non è riuscito a sfuggire alle grinfie dei maniaci Arturo, l´altro cucciolone di otto mesi, incrocio tra uno Schnautzer e qualche cane di passaggio: «Non riesco a capire come si possa rapire un cane, come si possa essere così crudeli da infierire contro un animale.

Arturo, l´avevamo chiamato così - dice Carla Mora - passava tutta la giornata a giocare con William. Erano fratelli, adesso Willy non fa che guaire e cercarlo, è come impazzito. Lancio un appello a chi l´ha rapito, perchè non gli faccia male e lo restituisca.

E´ pazzesco quello che sta accadendo in questa zona, siamo tutti molto preoccupati». Tre chilometri a Sud c´è Suno, dove è in corso l´indagine dei carabinieri per fare luce sui due pitbull ritrovati con le cicatrici dei combattimenti che sono stati costretti a sostenere. Anche in questo caso l´episodio ha suscitato grande indignazione, e il sindaco del paese, Riccardo Brigatti, puntualizza di «non avere rilasciato nessuna autorizzazione per un allevamento di pitbull: è un fatto sconcertante».

Da Suno al lago d´Orta, sulle pendici del Mottarone, dove resta il mistero per i numerosi cani trovati avvelenati: una catena lunghissima, con un denominatore comune, la crudeltà efferata verso gli animali «e il rischio - come avverte Carla Mora - che questo raptus possa diventare ancora più pericoloso».


La Stampa-22 febbraio 2003

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