STAMPA - articoli 1601-1700

(dal 10 febbraio 2006 al 17 marzo 2006)


1640. Plemmirio, cani uccisi con polpette di vetro.

Siracusa Quello che sta accadendo da qualche settimana a questa parte nelle zone di Arenella e Plemmirio ha dei connotati disumani. Si ripete ormai da quattro anni che in questo periodo, all'avvicinarsi della stagione estiva, qualcuno cominci ad avvelenare i numerosi cani randagi e non delle zone suddette.

Nuovo allarme due giorni fa, quando è stato rinvenuto vicino alla chiesa del Plemmirio l'ennesimo cane agonizzante: uno Schnauzer di taglia piccola, quasi sicuramente di proprietà di qualcuno (aveva un collare), ancora ignaro dell'accaduto.

L'intervento è stato supportato dalla polizia municipale di Siracusa coordinata dal tenente Adamo e presente era anche la presidente della Lega del cane Ilaria Fagotto che si è dichiarata scioccata dal modo in cui quest'uomo sta uccidendo almeno 10 cani al giorno, tra cui anche 4 cucciolate.

La dinamica con cui agisce l'avvelenatore è di una crudeltà che fa rabbrividire: "cucina" delle polpette di cibo in cui nasconde dei pezzetti di vetro, frantumati ad "hoc", attirando in questo modo i poveri animali che vedendo cibo si avvicinano senza problemi e successivamente vomitano una poltiglia verde in cui non è dato sapere se vi sia nascosto anche del veleno. La morte per l'animale è lenta e terribile, può arrivare anche a 12 ore di agonia se un veterinario non interviene per somministrare un farmaco che acceleri la morte, così come è accaduto due giorni fa per il povero Schnauzer.

Quel che è peggio è che l'assassino non si limita ad uccidere solo i moltissimi cani randagi che circolano in libertà ma anche i cani che si trovano in villette private, lanciando le "maledette polpette" all'interno delle abitazioni; numerose sono state le segnalazioni, giunte in questi giorni alla Lega del cane, di proprietari disperati che hanno perso il loro cane con la stessa dinamica.

La magistratura sta esaminando i difficili casi ed è stata aperta un'inchiesta. Al momento non c'è nulla di sicuro e le indagini battono tutte le strade possibili anche se da un'ultima indiscrezione è trapelato che pochi giorni fa al bar del Plemmirio un signore anziano lamentava che la notte non riusciva a dormire a causa degli ululati dei numerosi cani e che se non avesse provveduto il Comune l'avrebbe fatto lui stesso, a modo suo.

Questo spiegherebbe il fatto che vengano avvelenati anche i cani all'interno delle villette. Ilaria Fagotto ha dichiarato che "innanzitutto le sanzioni penali per coloro che compiono questi atti di ferocia crudeltà dovrebbero essere applicate con severità.

Lancio un appello alle istituzioni, al primo cittadino Bufardeci affinché l'amministrazione comunale permetta di mettere al sicuro nei canili, i cani che circolano nella zona recuperati con l'accalappiamento; alle forze dell'ordine affinché aumentino i controlli in tali zone.

Ma l'appello più forte è ai cittadini affinché esprimano la loro solidarietà comunicandomi personalmente qualsiasi tipo di informazione concreta che possa riuscire ad ingabbiare questa persona disturbata (perché di questo si tratta), anche dietro un compenso di 3.000 euro". La Fagotto, inoltre, ha accennato al problema delle discariche abusive che cominciano ad ampliarsi in vista dell'estate: "La gente non intende fare 500 metri a piedi per gettare la spazzatura nei cassonetti.

Per questo motivo la presenza di cani è così considerevole". Insomma, che sia un anziano esaurito o un serial killer, auguriamoci che al più presto venga consegnato nelle mani della magistratura.

Cristina Crispino

La Sicilia - 17 marzo 2006
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1639. Tempi duri per i cani a Schignano: avvelenamenti e scomparse sospette.

SCHIGNANO (CO) - Si susseguono senza sosta, da un paio di settimane, i casi di avvelenamento di cani a Schignano.

«Non riesco a capire se tutto questo odio derivi dalla paura degli animali che sta scatenando la psicosi per l'influenza aviaria o se si tratta di pura cattiveria»; queste le parole di Luca Molteni, veterinario di San Fedele Intelvi, in seguito agli interventi per salvare almeno alcuno degli animali colpiti dalla serie di avvelenamenti perpetrati nel paese intelvese negli ultimi quindici giorni.

«L'ultimo esemplare che sono riuscito a salvare, lo scorso fine settimana, è di razza abruzzese femmina, avvelenata, anch'essa come quasi tutti, con bocconi intrisi di veleno topicida» ricorda il dott. Molteni.

Il proprietario, che gestisce l'agriturismo «Al Marnic», ha raccontato al veterinario di aver fatto una passeggiata in frazione Almanno e di essere andato poi in centro paese con l'animale; a quel punto il cane ha dato segni di forte malessere ed è stato poi salvato grazie all'intervento del veterinario, con la diagnosi di avvelenamento. Numerosi episodi simili erano stati segnalati allo stesso veterinario negli ultimi quindici giorni.

Due cani, di proprietà di Sara Peduzzi, sono addirittura spariti, un altro esemplare, di taglia media, sempre la scorsa settimana è stato salvato dal dott. Molteni dopo essere stato a sua volta avvelenato, e sempre con veleno per topi.

«Tengo a ricordare, a coloro che si prodigano in queste efferate attività, che al giorno d'oggi, secondo la legislazione italiana, coloro che avvelenano animali commettono un reato penale e, se scoperti, rischiano il carcere» conclude Luca Molteni.

Stefania Pedrazzani

La Provincia di Como - 14 marzo 2006
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1638. Cani avvelenati torna l'allarme.

Borghetto Borbera (AL) - Lady ce l'ha fatta, per Mimì, invece, non c'è stato nulla da fare. La prima, un meticcio di taglia media, è stata trovata davanti alla porta di casa, con la bava alla bocca, in una piccola frazione di Borghetto Borbera.

Alla sua padrona non c'è voluto molto per capire che erano sintomi da avvelenamento. Cosìè corsa nello studio veterinario della frazione vicina, a Persi. Mimì invece l'hanno trovata solo dopo quattro ore, accasciata tra i rovi lungo il sentiero vicino al bosco. Per lei è stata inutile la corsa dal veterinario.

E' accaduto la scorsa settimana, ma c'è voluto un po' di tempo alla signora di Borghetto per riprendersi dal dolore e decidere di sporgere denuncia. «Quella degli avvelenamenti è purtroppo una piaga ricorrente - dice il comandante provinciale del corpo di Guardia Forestale DeFlorian - soprattutto di questa stagione.

Chi ne è responsabile rischia una denuncia per maltrattamento di animali o di uso per sostanze improprie ma, fino ad oggi, non siamo mai riusciti a trovare qualcuno con le mani nel sacco. Accade soprattutto vicino alle riserve di caccia o alle tartufaie.

Lanciano bocconi avvelenati soprattutto per colpire volpi o animali ritenuti "dannosi" per la cacciagione e l'agricoltura». Bocconi farciti di topicida o diserbanti, se non di peggio. Vengono ingeriti anche dai cani domestici o da gatti e nel giro di dieci, dodici ore, arriva la morte, dopo grandi sofferenze. «Non si può stabilire con certezza se si tratti di avvelenamento dovuto all'ingestione di bocconi appositamente abbandonati o causato, ad esempio, da diserbanti.

Se non c'è una denuncia all'autorità - spiega il responsabile del servizio veterinario dell'Asl 22 Giuseppe Gamaleri - non viene eseguito automaticamente l'esame tossicologico. Per questo consigliamo sempre di sporgere regolare denuncia. Sono esami costosi che vengono eseguiti dai laboratori di Alessandria o Torino, neppure direttamente da noi». I casi di avvelenamento, in effetti, crescono vertiginosamente in primavera, quando iniziano anche i lavori di dissodamento dei terreni agricoli.

«Per questo è impossibile stabilire da cosa dipenda la morte dell'animale - dice Paola Cavanna, veterinaria dell'equipe che ha seguito il caso di Lady - non escludo che ci sia chi prepara bocconi ma, altre volte, si tratta di topicidi o lumachicidi, soprattutto in campagna». Intanto, l'Arca, associazione per il ricovero animali che gestisce il canile municipale di Novi, si è fatta promotrice da tempo, verso la Regione, di una campagna per l'introduzione di una legge che interdica la caccia nelle riserve dove si registra una moria anomala di animali, come avviene, ad esempio, in Toscana.

Non si potrà fare nulla, o poco, contro gli avvelenamenti da diserbante, ma almeno si può contribuire a far passare la voglia di spargere bocconi letali.

Il Secolo XIX - 14 marzo 2006
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1637. C'è paura per i cani nel "giardino dei veleni".

PIACENZA - È raro, in questi giorni, vedere cani a passeggio tra i vialetti dei giardini di via Ottolenghi. «Dopo quello che è successo, cerchiamo di evitare al massimo la zona - spiega Stefano Calastri, con il piccolo Pluto al guinzaglio - e se proprio ci dobbiamo passare stiamo ben attenti a non scendere dal marciapiede».

I fatti dei giorni scorsi, la morte di sette cani avvenuta a distanza ravvicinata e a causa di bocconi avvelenati, fanno parlare e riflettere le persone che ogni giorno si recano nei pressi delle aree verdi tra via Martiri della Resistenza, via Arata e via Ottolenghi. Ma la paura per gli amici quattrozampe si sta diffondendo anche nelle vicinanze, ad esempio al parco della Galleana o nel rettangolo verde all'inizio di via Boselli, verso via Manfredi.

E intanto è partita anche una raccolta di firme, che si stia diffondendo tra i padroni dei cani frequentatori della zona, che avanza la richiesta di maggiori controlli. Anche perchè sono in tanti a pensare prima di tutto ai numerosi bambini che frequentano le aree verdi del quartiere. «In queste zone ci sono sempre tanti bimbi che giocano e che potrebbero andare a toccare qualcosa con conseguenze gravissime», fa notare Raffaella Calastri.

Nessuno riesce ad individuare una ragione plausibile capace di scatenare una tale ritorsione contro gli animali. Ma tutti puntano il dito contro chi porta in giro i propri animali e poi non usa l'accortezza di eliminare le "tracce" del passaggio canino, utilizzando le apposite borsine o contenitori. «Ci sono diverse persone che non puliscono - continuano i signori Calastri - se tutti lo facessero sarebbe molto meglio.

A noi per primi dà fastidio trovare sporco tra l'erba in uci passiamo». «"Non capisco come possa essere successo - continua Beatrice Salinas, che da anni accompagna il suo cagnolino al parco della Galleana -. Certo, ci sono persone che non puliscono, ma arrivare a spargere bocconi avvelenati è tremendo». L'argomento delle morti in serie dei cani piacentini, sta tenendo banco tra gli avventori con guinzaglio dei giardini della zona. «Se ne parla spesso, ma soprattutto si sta molto più attenti rispetto a prima.

Quando lascio libero il cane, al parco della Galleana, gli sto vicino e guardo con attenzione tutto quello che fa», continua Salinas, interrogandosi su come i fatti abbiano potuto svolgersi: «In particolare in via Ottolenghi - fa notare -, i cani sono sempre tenuti al guinzaglio dai loro padroni».

Antonio Pasquale non esita a definire quello che è successo un "gesto criminoso", indicando lo spazio verde dietro alla chiesa di San Giuseppe, su via Arata, come la zona più a rischio. «Io due dei cani morti li conoscevo - dice il padrone di Wiskhey -. Adesso in molti evitiamo la zona di via Ottolenghi». E sul perchè di quello che è successo, Pasquale commenta: «Non mi pare che ci fossero rapporti difficili tra i "cagnari" e i frequentatori dei giardini. Anzi non c'erano mai stati grossi problemi. Ma ora - aggiunge -.

La cosa più importante è capire se è tutto vero. Se i veri incriminati sono dei bocconi avvelenati».

Libertà - 13 marzo 2006
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1636. AVVELENATO CON BOCCONE UN CANE DELLA PET THERAPY.

"Ancora una volta, nella nostra provincia, è avvenuto che una cagnetta, Selly, di Gianfranco Grassi abbia ingerito un boccone avvelenato presumibilmente a base di stricnina assunto durante una asseggiata in un terreno aperto a Rivalta".

E' l'episodio richiamato in n'interrogazione dal capogruppo dei Verdi Margherita Bergomi, per cui si ratta di "un'emergenza che si deve affrontare in modo forte e convinto". "L'incolumità di persone ed animali deve essere una priorità rispetto a qualsiasi altra considerazione - afferma Margherita Bergomi - e 'attivazione della magistratura, delle forze dell'ordine, di tutti i oggetti della società civile interessati, devono essere gli strumenti per ffrontare e risolvere il problema".

Il capogruppo dei Verdi spiega poi che "Selly era il simbolo di un modo nuovo di intendere il ruolo dell'animale nella società, costituiva con il suo padrone una coppia di pet-partner formata nei corsi organizzati dalla Provincia, operava in strutture per anziani e disabili per attivare, e lo faceva con successo, canali di comunicazione con pazienti affetti da Alzheimer, demenza senile, sindrome di Down, autismo, nella didattica per le scuole.

Selly era il cane di Grassi che ha fondato la Cooperativa-Selly, prima cooperativa in Italia di operatori di pet therapy, un'eccellenza a livello nazionale per operare attivamente nel sociale in modo efficace ed innovativo".

Nell'interrogazione il capogruppo Bergomi chiede dunque di sapere: "Quali azioni ha messo in atto la Provincia per affrontare il problema dei bocconi avvelenati; se non si ritienga di sporgere denuncia contro ignoti, per le sue competenze in materia di tutela della fauna e di attivare le proprie risorse di Polizia Provinciale per intensificare la vigilanza ed operare sistematicamente ricognizioni sui territori interessati".

Margherita Bergomi chiede anche di "confermare pubblicamente l'impegno della Provincia a sostegno della pet therapy " e di "intitolare a Selly un premio annuale da conferire ai progetti sulla relazione tra uomo ed animale".

Animalieanimali - 13 marzo 2006
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1635. «Sette cani avvelenati: indagate».

Piacenza Asia era un Rottweiler. Matilde, Phenelope e Jim bastardini. Come altri tre cani, anche loro meticci, sono tutti morti tra gli spasimi dopo una passeggiata in una zona ben circoscritta della città: gli spazi verdi che si trovano tra via Martiri della Resistenza, la chiesa di San Giuseppe Operaio e i giardini dietro alla Coop.

Un'area che comprende i giardini di via Ottolenghi. Identici i sintomi accusati dalle bestiole morte nell'arco di appena quattro giorni: bava alla bocca e convulsioni. Tutto fa pensare insomma all'avvelenamento. A confermare l'ipotesi dei bocconi letali c'è anche il ritrovamento di una scatola contenente un miscuglio di ossa, carne e pezzetti di pane trovata sotto un albero nell'area verde di fronte al numero civico 35 di via Martiri.

A scoprirlo è stata Sabrina Fusaro, dell'associazione Arca di Noè, che ha subito avvertito la polizia municipale. I bocconi sospetti sono ora sotto analisi nei laboratori dell'Ausl. Successivamente è stata rinvenuta anche una scatoletta contenente liquido rosso, anch'essa ora all'esame degli specialisti. Solo in uno dei sette casi di decesso di cui è venuta a conoscenza l'associazione Arca di Noè, i proprietari hanno deciso di presentare denuncia.

Un'ottava bestiola, la meticcia Camilla, ha invece scampato la morte per un soffio: la proprietaria, vedendo il proprio cane con la schiuma alla bocca, l'ha subito fatto sottoporre a lavanda gastrica e nel frattempo ha fatto analizzare i bocconi ingurgitati.

Analisi di cui ora si attende il risultato. «Ci dicono che il fattore scatenante - osserva Fusaro - sia il fatto che tanti cani sporcano e i loro padroni, incivili, non raccolgono. È vero che i proprietari dovrebbero dare il buon esempio e contribuire a mantenere la città pulita, in modo che i bambini possano giocare liberamente nei parchi. Ma un'eventuale mancanza di civiltà non giustifica mai uno scempio com'è l'avvelenamento di animali.

È un problema molto serio e purtroppo non è la prima volta che si presenta».

Da qui la richiesta di maggiori controlli per far rispettare le leggi sulla pulizia delle zone verdi, ma anche per impedire che vengano disseminati i giardini di bocconi mortali.

Libertà - 11 marzo 2006
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1634. Domani a Firenze la conferenza sull´avvelenamento degli animali.

FIRENZE - Si terrà domani la terza conferenza sui «bocconi avvelenati», un fenomeno che ogni anno uccide moltissimi animali, soprattutto cani e gatti, ma anche animali selvatici.

Per analizzare e denunciare questo fenomeno, il Quartiere di Firenze 2 e Ceda onlus (Comitato europeo difesa animali), organizzano questo incontro che si terrà domani alle 21 nella Sala Conferenze del Parterre di piazza della Libertà.

Il Ceda, che si occupa da anni della difesa degli animali da qualsiasi tipo di abuso umano, è costituito da persone che lavorano per un fine comune.

Gli associati, infatti, s´impegnano concretamente per la tutela della natura, lo sviluppo dei diritti degli animali e per assicurare loro una vita migliore.

GREEN REPORT - 10 marzo 2006
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1633. Trovati bocconi alla stricnina nei pressi di un agriturismo.

SALLY era fuori con il suo padrone, che stava lavorando sui terreni del suo agriturismo a Barberino Val d’Elsa. D’ improvviso è stata colta dalle convusioni e la bocca si è riempita di schiuma. Il padrone ha capito subito.

Fra il ‘99 e il 2003 i disseminatori di esche avvelenate gli hanno ucciso due cani. Altri tre sono stati salvati.Ha caricato Sally in macchina e l’ha portata di corsa dal veterinario, che le ha fatto delle flebo per sedarla, poi ha prescritto un farmaco antiveleni e l’ha rimandata a casa.

Sally è un cane di razza Appenzeller, amatissimo dai suoi proprietari. I due ragazzi, 13 e 15 anni, al ritorno da scuola l’hanno trovata sotto flebo, in bilico fra la vita e la morte. I padroni hanno trovato altri bocconi avvelenati intorno a casa e hanno avvertito subito la polizia provinciale.

E’ accaduto ieri mattina, esattamente cinque giorni dopo la morte di Briciola, un incrocio fra un bassotto e un setter ucciso da un bocone avvelenato nel giardino di un altro agriturismo di Barberino Val d’Elsa. E prima ancora il 18 gennaio, il veleno aveva ucciso il cane lupo di un agricoltore di origine inglese, oltre che una pecora con il suo agnellino appena nato. Venerdì scorso dopo la morte di Briciola, il suo proprietario e il Comitato che si batte contro la pratica barbara dei bocconi avvelenati hanno chiesto con forza un intervento deciso del sindaco, massima autorità sanitaria del Comune.

Per ora non è arrivata nessuna risposta. Si è mosso però l’ex sindaco Michele Bazzani, di Forza Italia che durante il suo mandato (1999- 2004) stabilì il divieto di caccia nei terreni in cui si fosse verificato un avvelenamento.

Ci furono grandi polemiche con i cacciatori ma gli avvelenamenti che erano divenuti una drammatica emergenza, si ridussero. La sua ordinanza non è mai stata revocata.

Ora Bazzani ha rivolto una interrogazione al suo successore chiedendogli se voglia darle attuazione.

La Repubblica - 8 marzo 2006
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1632. Caccia al serial killer di cagnetti e gattini.

Mortise (PD) Una lunga scia di sangue sta tenendo in apprensione i proprietari di cani e gatti della zona nord di Padova. Tra Altichiero, Pontevigodarzere e Mortise sono ormai una decina nell'ultimo mese i casi di avvelenamento di animali domestici nei giardini delle case.

L'ultimo caso si è registrato alcuni giorni fa in una laterale di via Madonna della Salute a Mortise: un cane è stato trovato morto in giardino, un altro, agonizzante, è stato salvato in extremis da un veterinario della zona. «Avevo notato che il mio cane, Teo, stava male - spiega la signora Daniela - è un bastardino di tre anni. L'ho portato dal veterinario e gli ha praticato subito una iniezione di anticoagulante».

A "Boston", meticcio di sette anni dei vicini di casa invece non è andata bene: il rottweiler è stato trovato morto in giardino con la bava alla bocca. In entrambi i casi i proprietari dei cani hanno trovato a terra alcune barrette di colore verde dall'odore di caramella. «Abbiamo fatto subito denuncia ai carabinieri - spiega la signora Daniela - e ci hanno detto che il nostro non è l'unico caso.

Sono molto preoccupata: il mio giardino è frequentato dal mio nipotino di pochi anni. Cosa sarebbe successo se il bambino fosse stato attratto da quelle barrette verdi dal gusto di caramella? Non voglio pensare che ci sia in giro una persona che si diverte ad uccidere cani e gatti, rischiando di innescare una tragedia». Gli investigatori stanno tentando di capire se l'episodio di Mortise sia da mettere in relazione alla ventina di morti sospette di animali che hanno coinvolto, a macchia di leopardo, via Zanon, via del Bigolo, via Madonna della Salute e il quartiere di Altichiero.

In tutti i casi, dall'inizio dell'anno, è stato usato del topicida di tipo piuttosto comune. Si tratta di un preparato acquistabile normalmente in ferramenta e al supermercato, circostanza che rende particolarmente difficile stringere il cerchio attorno all'insensato serial killer di animali domestici.

L'episodio più eclatante è stato quello avvenuto tre settimane fa al rifugio per gatti di Altichiero: ignoti sono entrati nel recinto dell'Enpa di via Querini e hanno portato via tutte le gabbie e le ciotole per il cibo. Un furto che ha causato pochi danni sotto il profilo pecuniario, molti per quanto riguarda la salute dei gattini, costretti a dormire all'addiaccio. Ed ecco la seconda questione.

Proprio nell'arco degli ultimi due mesi, i volontari hanno trovato giorno dopo giorno, ben dieci felini morti, a dicembre erano venticinque, ora sono quindici.

Alberto Gottardo

Il Gazzettino di Padova - 6 marzo 2006
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1631. Bocconi-killer ai cani, meglio denunciare.

È una dura presa di posizione, quella del consiglio direttivo dell’Ordine dei medici veterinari, presieduto da Graziano Galbero, sul problema dei bocconi avvelenati che in questi ultimi mesi stanno facendo strage di cani. Una presa di posizione che assume un significato particolare alla luce delle segnalazioni, che si susseguono un po’ in tutta la provincia e che evidenziano la gravità di un fenomeno diffuso in tutto il territorio veronese, «assolutamente intollerabile per inciviltà e barbarie».

In rappresentanza dei 400 veterinari veronesi, Fabrizio Cestaro interviene con una serie di consigli rivolti ai proprietari di cani: «In primo luogo dovrebbero informarsi dai veterinari o al Corpo forestale sulle zone a rischio onde evitare di frequentarle con i propri animali».

Nel caso di sospetto avvelenamento, «i cui sintomi compaiono in maniera eclatante all’improvviso», spiega Cestaro, «con tremori, salivazione, convulsioni fino alla morte, è utile provocare il vomito (si raccomanda attenzione per evitare morsi involontari) per allontanare il veleno, ingerito somministrando acqua salata o acqua ossigenata al 3%, nella quantità di 2-3 cucchiai ogni 10 chili di peso».

Cestaro invita a «contattare al più presto il proprio medico veterinario o a trasportare l’animale nella struttura veterinaria più facilmente raggiungibile per le prime cure. È importante inoltre segnalare il ritrovamento di bocconi sospetti al Corpo forestale (telefono 045.830.0139) per facilitare una mappatura e per permettere l’eventuale identificazione del responsabile di questi atti criminosi».

Altrettanto importante, ricorda il veterinario, «è denunciare ogni avvelenamento ai carabinieri e ai vigili della zona dove si è verificato; più denunce ci sono, più indagini vengono effettuate e più facilmente, forse, si riuscirà a individuare qualcuno dei responsabili, o magari anche solo a dissuaderli dal ripetersi».

Il dottor Cestaro sottolinea che «azioni dolose di questo tipo sono punite dal codice penale a tutela della salute e benessere degli animali».

E conclude: «Tutti i medici veterinari sono impegnati a vigilare costantemente contro questo fenomeno, in collaborazione con le forze dell’ordine e il Corpo forestale dello Stato, nell’intento di individuare le aree a rischio e gli eventuali responsabili per mettere fine a questa piaga».

L'Arena - 5 marzo 2006
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1630. Gatti avvelenati, è psicosi aviaria.

Torre del Greco (NA). Probabilmente sono stati avvelenati i due gatti trovati morti, ieri mattina, ai bordi di un marciapiede di via Alcide De Gasperi, a pochi metri da palazzo la Salle, da un circolo di tennis, da un parco giochi per bambini e da tre istituti scolastici.

E, inevitabilmente, l’incubo aviaria e il timore di un possibile contagio, hanno fatto scattare immediatamente l'allarme: il panico si è alimentato intorno alle 8, un'ora di punta per gli impiegati comunali che vanno al lavoro e gli studenti del liceo scientifico Nobel, del tecnico commerciale Pantaleo e del classico De Bottis per i quali la campanella suona tra le 8,15 e 8,30 e che transitano tutti in zona.

Allertati da negozianti e residenti, i primi ad arrivare sul posto sono stati i responsabili dell'Asl 5 che hanno innanzitutto provveduto ad allontanare i curiosi che già si erano affollati e a isolare le carcasse dei due animali che giacevano sulla carreggiata a pochissima distanza l'uno dall'altro.

Ma, al responsabile del servizio veterinario Ludovico Abbagnale che ha effettuato il primo sopralluogo tecnico-scientifico, è bastato esaminare anche in maniera superficiale i due felini per intuire che non è stata certo l'influenza dei polli a ucciderli.

Tuttavia, la certezza che non ci fosse alcun pericolo, è arrivata a metà mattinata dalle analisi di laboratorio: i gatti che vivevano per strada potrebbero essere stati avvelenati. Non si sa, però, se abbiano ingerito in maniera accidentale esche per topi o se qualcuno abbia volutamente offerto loro carne o pesce contaminato. Di sicuro, il ritrovamento dei due animali che potrebbero essere morti durante la notte o nelle primissime ore della mattinata, ha mandato in tilt il traffico per almeno quindici minuti: ingorghi e forti rallentamenti si sono registrati soprattutto quando il responsabile dell'Asl dopo l'esame esterno ha disposto la rimozione delle due carcasse.

L'allarme scattato ieri, l'ennesimo di questi giorni, dimostra comunque quanto i torresi siano tormentati dalla paura dell'aviaria. Una psicosi che, nonostante le rassicurazioni ufficiali, non accenna a spegnersi: sabato scorso un'altra segnalazione ha infatti scatenato il panico tra i cittadini. A mandare in tilt i centralini della polizia e dell'Asl, in quell'occasione, fu un'oca guardiana trovata in fin di vita in un parco di via Gramsci.

In quell’occasione gli abitanti del quartiere, pensando che l'animale potesse essere infetto, chiesero l’immediato intervento dell'unità veterinaria. Anche in quel caso, però, gli esperti hanno accertato che non si trattava certamente di un caso di influenza dei polli.

Dunque, un altro falso allarme: l'oca bianca, secondo l'Asl, probabilmente si è semplicemente schiantata contro il muro di un palazzo rimanendo gravemente ferita.

Il Mattino - 4 marzo 2006
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1629. Tre cani avvelenati.

AVEZZANO — Tre cani uccisi con bocconi avvelenati, denuncia presentata alla Forestale di Magliano.

Un uomo del posto, padrone dei tre cani, uscito all’esterno della sua abitazione, si è accorto che due dei tre animali, un pastore tedesco e un pastore maremmano, giacevano a terra morti, con la bocca coperta di schiuma. Poco dopo ha trovato morto anche il terzo.

Ha avvertito il veterinario che, constatato il decesso, ha rilasciato il certificato. Al fine di avere certezze sulle cause, il proprietario ha provveduto ad inviare le carcasse all’Istituto Zooprofilattico e presentato la denuncia.

Una vicenda incredibile, che riporta all’attenzione della cronaca la barbarie umana contro animali indifesi.

A tutela degli amici quattrozampe si schierano come sempre le associazioni animaliste, allertate dal proprietario dei tre cani, in particolare la Lega nazionale per la difesa del cane e la Lav Abruzzo, che in una nota sostengono tra l’altro di fare molto affidamento sulla gestione del nuovo canile di Sante Marie.

Il Tempo - 3 marzo 2006
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1628. Quattro cani avvelenati sulla spiaggia.

Noli (Savona) - Un cane morto per avvelenamento, altri tre salvati in estremis.

Tutti avevano ingerito bocconi avvelenati durante la quotidiana passeggiata sulla spiaggia di Noli che, negli ultimi tempi, è stata cosparsa di bocconi avvelenati, probabilmente mirati a sterminare i topi, stanati dai lavori che sono in corso nella zona sottostante la passeggiata a mare.

Purtroppo i bocconi hanno attirato anche i cani. Tre animali si sono salvati grazie all'antidoto iniettato dal veterinario nolese Pier Lorenzo Orione, ma per un cane lupo non c'è stato nulla da fare: è morto dopo tre ore di agonia.

La situazione naturalmente preoccupa i tanti nolesi che, in questa stagione in cui le spiagge sono libere, portano i loro fedeli amici a passeggiare lungo la battigia.

Ed è per questo che un nutrito numero di cittadini, amanti degli animali, capitanati da Valentina B. e dalla madre Marina O., proprietarie di un cane, nelle prossime ore presenteranno al comando della polizia municipaleu na denuncia contro ignoti.

«Abbiamo chiesto informazioni sia in Comune sia ai vigili ma nessuno ci ha dato conferma che, sulla spiaggia, siano stati sparsi bocconi avvelenati per i topi - ha dichiarato la signora Marina - In realtà sulla spiaggia di Noli si trovano anche piccioni morti, probabilmente a causa di questi veleni presenti sull'arenile». Bocconi che potrebbero essere pericolossimi anche per qualche bambino che gioca sulla spiaggia.

La conferma dell'avvelenamento dei quattro animali, arriva dallo stesso veterinario Pier Lorenzo Orione: «I cani presentavano tutti gli stessi sintomi, dovuti ad emoraggie interne».

Il Secolo XIX - 26 febbraio 2006
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1627. Esche avvelenate, muoiono volpi, faine e un cane.

Esche avvelenate nei boschi di Piano d'Arta. Gli Amici della Terra hanno presentato denuncia alla Procura di Tolmezzo e alla Direzione d'area su segnalazione di Daniela Cozzi.

La figlia della signora era andata a fare una passeggiata a Borgo Chiusini con i due cani di casa, ma ad un'ora dal rientro uno degli animali, la femmina, si è sentito male.

La veterinaria non è riuscita a salvare l'animale dall'avvelenamento diagnosticato e la cagna è morta dopo molte sofferenze nella serata. Il giorno dopo i Cozzi sono ritornati sui luoghi della passegiata e fra i cespugli hanno trovato una faina morta, una decina di metri più avanti, lungo un sentiero, una seconda faina morta e una volpe in avanzato stato di decomposizione.

Alcuni giorni dopo, a seguito di una segnalazione, sono state trovate altre due volpi morte. «A questo punto - afferma la presidente del'associazione, Gabriella Giaquinta - risulta evidente che qualcosa di mortale stato sparso nella zona con intenti criminali.

A farne le spese, come spesso accade, innocenti animali. Chiunque sia stato, è un individuo pericoloso e va fermato».

Gli animali morti sono stati recuperati da Nicola Moro, del settore veterinario dell'Azienda socio sanitaria dell'Alto Friuli che, avvertito dalla famiglia Cozzi, si è recato sul posto per compiere le verifiche.

Gli Amici della Terra chiedono che "gli organi preposti si attivino" e i colpevoli "trovino la giusta punizione".

Il Gazzettino di Udine - 25 febbraio 2006
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1626. Anatre avvelenate con lumachicida.

"Ignoti irresponsabili" hanno somministrato granaglia mescolata con un lumachicida alle anatre germinate (domestiche) che a Santa Sofia (Forli') vivono nel fiume in prossimita' del ponte".

Dopo "atroci sofferenze" gli animali sono morti.

"Questo gesto inqualificabile", annuncia l'Ausl di Forli' in una nota ha determinato una denuncia per maltrattamento di animali e procurato allarme contro ignoti.

Le Forze dell'ordine, investite del problema, stanno conducendo un'indagine in merito.

animalieanimali - 18 febbraio 2006
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1625. Cani avvelenati cercano donatori.

Decisamente fuori dal comune l'appello per la donazione di sangue lanciato dai media di Israele.

Destinatari i cani, chiamati, attraverso i loro padroni, a salvare numerosi consimili in gravi condizioni per aver consumato un mangime prodotto dall'americana Diamond Pet Food.

Di parte dei suoi prodotti era già stato ordinato il ritiro dal mercato Usa poiché vi erano state trovate tracce di aflatossina, potenzialmente letale. Già lo scorso dicembre, la statunitense Food and Drug Administration (Fda, l'ente federale che si occupa della sicurezza dei cibi e dei medicinali) aveva ordinato il ritiro dal commercio di diversi prodotti della Diamond Pet Food per la presenza di aflatossina, sostanza chimica che può essere presente in cereali e granaglie. Nelle ultime settimane, in Israele sono morti per coma epatico almeno 23 cani che avevano consumato il prodotto della ditta americana.

Secondo i veterinari israeliani, altri 17 cani sono rimasti gravemente intossicati e solo per pochi ci sarebbero speranze di sopravvivenza. Ed è per loro che urgono trasfusioni e, dunque, donazioni di sangue dei "colleghi quattrozampe".

L'appello non è rimasto inascoltato e all'Istituto per le Scienze animali Beit Dagan, dove 14 cani vengono curati per l'avvelenamento, decine di persone hanno già portato i propri beniamini per far donare loro sangue dopo gli appelli alla televisione, alla radio e sui giornali.

Secondo la Diamond, oltre 75 cani sono morti avvelenati negli Stati Uniti.

Il ministero dell'Agricoltura israeliano ha ritirato i prodotti incriminati in questo mese, in seguito alle prime morti.

TgCom - 16 febbraio 2006
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1624. CANI AVVELENATI CHI MALTRATTA GLI ANIMALI E' IGNORANTE.

Ho letto con molto raccapriccio la lettera del Sig. Fornasier a cui hanno avvelenato i cagnolini. Quanto è facile doversi vergognare di essere "uomini"!

Nel 2006, usiamo computer, palmari, sappiamo mandare uomini sulla luna, guardiamo la tv in un telefonino... e non abbiamo ancora capito che gli animali sono come noi!Ancora li maltrattiamo, li uccidiamo, li usiamo per ripicche verso il vicino, per far soffrire loro e chi li ama. Io sono vicina al Sig. Fornasier, a chi come lui soffre, ha sofferto e, speriamo di no, ma soffrirà per il proprio cucciolo ucciso. Non bisogna tacere.

Quella gente ignorante, povera di cervello e di cuore, deve imparare a rispettare il prossimo e sopratutto gli animali. Gente assurda, a cui auguro tante cose, magari che imparino a guardare gli occhi dei cani, dei gatti che stanno per uccidere e ci vedano gli occhi dei figli, dei nipotini e capiscano che magari, quel boccone avvelenato, dato al cane o al micio designato, poteva raccattarlo un bimbo piccolo e fare la stessa fine! Capiscano che la gente che ama gli animali, li vede alla stregua degli "umani" e quella cattiveria dettata da una infelicità interna, un malcontento dettato dalla frustazione, non li porterà sicuramente a nulla di buono.

Sono intelligenti, chiedono solo amore ed in cambio danno fedeltà fino alla morte, danno gioie grandissime (beh, a chi sa viverle, ovviamente...) Sono indifesi come un bimbo, come un anziano: perchè far loro tanto male?

Vorrei solo che tutta la gente che si vede ammazzare una "bestiolina", non tacesse per paura di ritorsioni o dispetti peggiori...quando ci ammazzano un "amico" dobbiamo dirlo e far sì che il responsabile paghi il suo orribile ed ignobile gesto.

Mi auguro di non dover più vedere sul vostro giornale, in futuro, non più lettere così tristi, ma qualche bell'articolo, con tanto di nome, cognome, foto e pena da scontare per ciò che persone come queste han fatto! Un grazie per il tempo che Vi ho rubato, un grazie per l'informazione che sempre ci portate.

Bruna Rossi

Gazzettino di Belluno - 15 febbraio 2006
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1623. Torna l’incubo del killer dei cani.

SAN MAURO MARE (FC) - Il killer dei cani ha cambiato comune?E’ il timore che serpeggia tra i proprietari di animali domestici di San Mauro Mare dopo due morti “sospette” ed all’unisono avvenute due notti fa.

Ieri mattina c’è stata una duplice amara sorpresa. Il proprietario di un pastore belga di via Marina ed il proprietario di un alano in via Morigi (le abitazioni, indipendenti, distano circa 200 metri l’una dall’altra) hanno trovato morto il proprio “migliore amico”.Si trattava di cani non particolarmente anziani.

Ed anche se non sono state trovate tracce palesi della presenza di bocconi avvelenati (nella foto d’archivio un agente della Forestale che mostra delle polpette avvelenate), le due morti “all’unisono” ed a poca distanza, hanno suscitato sospetti.Il “caso” nasce la scorsa primavera.

A cavallo tra aprile e maggio una mano assassina ha agito a lungo nella zona di Bellaria Igea Marina. Piovvero una serie di denunce alla locale stazione dei carabinieri. Finchè anche l’assessore all’Ambiente lanciò un appello: “Se qualcuno nota movimenti strani di persone attorno ad animali lo segnali”. Furono una trentina i cani uccisi da bocconi avvelenati. E ci fu anche chi organizzò ronde per cercare di cogliere sul fatto l’avvelenatore.

Di qui la preoccupazione, soprattutto dei proprietari di animali, ma anche per i bambini piccoli che potrebbero toccare eventuali bocconi avvelenati lanciati nei cortili, ora nella zona di San Mauro Mare.

Timore che il killer dei cani possa aver cambiato il raggio d’azione nella speranza di tornare a passare completamente inosservato.

Va ricordato che l’uccisione degli animali è un reato punibile dal punto di vista amministrativo con pesanti sanzioni, ma (con le più recenti normative) si corrono pesanti rischi anche sotto il profilo penale.

Corriere di Romagna - 15 febbraio 2006
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1622. Tentano di avvelenargli il cane per rubare l'auto.

Como Avvelenare il cane per rubare l'auto del padrone.

Era questo, secondo il signor Angelo Carbone, il piano dei banditi che nella notte tra giovedì e venerdì hanno gettato due pastiglie di veleno per topi dentro il giardino della sua villetta in via Risorgimento.

Carbone ha ritrovato ieri mattina i due bocconi all'interno del recinto del suo Miki, un bel samoiedo bianco a pelo lungo. I ladri le avevano lanciate dal prato del parco confinante di Villa Giovio.

Sull'erba all'esterno del recinto è stata trovata una terza dose di veleno. Il cane ha rosicchiato una delle pastiglie, ingerendo una dose minima che lo ha fatto star male ma non lo ha ucciso. Un episodio grave di violenza contro gli animali, che riporta la memoria ai fatti analoghi avvenuti nel parco della Spina Verde, dove un ignoto ha sterminato 14 animali seminando polpette di carne alla stricnina.

«Possiamo escludere che si tratti di lui anche stavolta - dice Marco Marelli, presidente dell'Enpa di Como - perchè non aveva mai usato il veleno per topi e perchè stavolta lo scenario è molto diverso». Si è trattato di un tentativo di furto, un episodio comunque deplorevole che ha scatenato la rabbia del proprietario di Miki: «È un comportamento vile - diceva il signor Carbone mentre accarezzava il suo cane - come si può tentare di ammazzare una povera bestia per rubare una macchina?».

L'uomo ha denunciato il fatto ai carabinieri e si è ripromesso di prestare la massima attenzione: «Di notte Miki riposa in un grande capanno dentro il recinto, pensavo che lì fosse al sicuro, ma probabilmente non è così. Ora terrò occhi e orecchi ben aperti».

Fabio Corti

La Provincia di Como - 11 febbraio 2006
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1621. Guardie zoofile Enpa indagano su avvelenamento gatti.

Le guardie zoofile dell'Enpa di Savona indagano sull'avvelenamento di quattro gatti avvenuto nelle vicinanze del distaccamento della polstrada di Finale Ligure.

Altri cinque animali sono stati soccorsi, curati e salvati dai volontari dell'Enpa; altri cinque felini sono scomparsi e probabilmente andati a morire in qualche zona appartata.

Le analisi svolte sul corpo delle bestiole hanno evidenziato la presenza di metaldeide, sostanza pericolosa anche per l'uomo.

Le guardie zoofile dell'Enpa stanno svolgendo i relativi accertamenti per denunciare i responsabili.

Animali e animali - 10 febbraio 2006
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