Anno 2004

 

PROVINCIA DI FIRENZE
NUCLEO POLIZIA GIUDIZIARIA

ALLA REGIONE TOSCANA


OGGETTO:
Trasmissione relazione annuale avvelenamenti di animali selvatici e domestici


Con la presente si trasmette in allegato il prospetto riepilogativo degli episodi di avvelenamento di animali domestici e selvatici rilevati nel corso dell'anno 2004.




Nella tabella sottostante sono indicati i numeri delle segnalazioni di avvelenamento di animali avvenute a partire dall’anno 1997. L’incremento maggiore di segnalazioni si rileva tra l’anno 2002 e l’anno 2003, incremento verificatosi in seguito all’obbligo di denuncia veterinaria entrato in vigore con l’approvazione della Legge Regionale Toscana n. 39/01 e in seguito alla sensibilizzazione effettuata dalla Regione Toscana nella campagna contro gli avvelenamenti in collaborazione con le Associazioni Ambientaliste e Animaliste interessate, nonchè in seguito al contributo dei cittadini nel comunicare tempestivamente i fatti accaduti.
Si nota al contrario la insussistenza di provvedimenti specifici da parte dei Comuni interessati al fenomeno.
In questo ultimo anno è sollecito l’invio delle schede da parte dei medici veterinari, grazie anche ai Servizi Veterinari della ASL e all’Istituto Zooprofilattico del Lazio e la Toscana, che hanno informato e aggiornato i medici veterinari sul fenomeno dei bocconi avvelenati.

Questo Nucleo di p.g., oltre alla normale attività d’indagine svolta sull’intero territorio provinciale, si è occupato del ritiro dei reperti dai medici veterinari e l’invio presso l’Università di Tossicologia Veterinaria di Pisa per le opportune analisi.

 

ATTIVITA’

Mi preme anche ricordare in questa occasione, la collaborazione con i Comandi Stazione dei Carabinieri, con il Corpo Forestale dello Stato, con la Polizia Municipale di Firenze, con il Nucleo Guardie Zoofile dell’E.N.P.A. di Firenze, con le GG.VV. della F.I.d.C. di Firenze, che hanno proceduto unitamente a questo Comando a svolgere gli accertamenti sul fenomeno dei bocconi avvelenati.

ANNO
SEGNALAZIONI
INDAGATI
1997
n° 47
n° 03
1998
n° 48
n° 03
1999
n° 111
n° 01
2000
n° 134
n° 07
2001
n° 152
n° 12
2002
n° 164
n° 11
2003
n° 221
n° 09
2004
n° 207
n° 15

Ai fini di una statistica, si indicano le attività svolte da questo nucleo nell'anno 2004:


TOTALE ANIMALI AVVELENATI
 
ANNO 2004
ANNO 2003
CANI
133
158
GATTI
57
98
VOLPI
4
1
PICCIONI
22
82
TASSI
 
1
ANATRE
 
2
FAGIANI
1
1
CINGHIALI
 
1
RATTI
 
1
POLLI
4
 
PASSERI
4
 
FAINE
1
 
CAVALLI
2
 
LUPI
2
 
TOTALE
230
345

 

ANIMALI - UCCISI - DA ESCHE - AVVELENATE
 
ANNO 2004
CANI
77
GATTI
54
VOLPI
4
PICCIONI
22
FAGIANI
1
POLLI
4
PASSERI
4
FAINE
1
CAVALLI
1
LUPI
2
TOTALE
170

 

ESCHE AVVELENATE RINVENUTE
Nel corso di avvelenamenti o trovate da cittadini
69

 

ATTIVITÀ di INDAGINE del NUCLEO di P.G. della POLIZIA PROVINCIALE
PERSONE INDAGATE
n° 15
PERQUISIZIONI DOMICILIARI EFFETTUATE
n° 10
DENUNCIE / QUERELE RICEVUTE
n° 46
COMUNICAZIONE NOTIZIE DI REATO
n° 104
ANNOTAZIONI DI P.G.
n° 18
ACQUISIZIONE SOMMARIE INFORMAZIONI
n° 189
SOPRALLUOGHI
n° 20
RELAZIONI
n° 15
REPERTI ACQUISITI
n° 111
ATTI ACQUISITI
n° 10
SANZIONI AMM.VE ELEVATE (LRT. N° 39/01)
n° 2
RICHIESTA ANALISI TOSSICOLOGICHE
n° 120
ANALISI TOSS. EFFETTUATE UNIV. PISA
n° 114
ANALISI TOSS. EFFETTUATE IST. ZOOPROF.
n° 22
PERIZIE TECNICHE
n° 1
SCHEDE DI SEGNALAZ. VETERINARIA RICEVUTE
n° 154
ALTRE SEGNALAZIONI RICEVUTE
n° 19
RAPPORTI / RELAZIONI DI SERVIZIO
n° 43

 

ATTIVITA’ D’INDAGINE di altri CORPI pervenute a questo NUCLEO
COMUNICAZIONI NOTIZIA REATO
n° 17
QUERELE E/O DENUNCIA ORALE
n° 21
RAPPORTI DI SERVIZIO GG.VV.
n° 15
RAPPORTI SERVIZIO ALTRI ENTI
n° 2
SOPRALLUOGHI E ACCERTAMENTI URGENTI
n° 19

 

SEQUESTRI PENALI effettuati dal NUCLEO di P.G. della POLIZIA PROVINCIALE
VELENI (tra i quali un flacone di stricnina)
n° 57
SIRINGA USATA CON VELENO
n° 1
TAGLIOLE
n° 66
LACCI
n° 159
TRAPPOLE
n° 16
PISTOLA
n° 1
PALLOTTOLE VARI CALIBRO
n° 183
CARTUCCE DA CACCIA VARIO CAL.
n° 1.157
DOCUMENTI
n° 6
SPINELLO (Cannabis)
n° 1
FLACONE CON PASTICCHE (anfetamine)
n° 1
ESCHE AVVELENATE
n° 4

 

TIPOLOGIE DI VELENO ACCERTATO SUGLI ANIMALI VITTIME DI AVVELENAMENTI NONCHE’ SULLE ESCHE RINVENUTE
INIBITORI DELLE COLINESTERASI
n° 30
STRICNINA
n° 08
METALDEIDE
n° 13
ANTICOAGULANTI
n° 06
FOSFURO DI ZINCO
n° 08
ENDOSULFAN
n° 03
COUMACHLOR
n° 02
COUMATETRALIL
n° 01
BROMADIOLONE
n° 01
BRODIFACOUM
n° 01
COUMAPHOS
n° 01
CRIMIDINA
n° 01

 

SEGNALAZIONI DI AVVELENAMENTI PER TERRITORIO COMUNALE
 
ANNO 2004
ANNO 2003
ANNO 2002
BAGNO A RIPOLI
n° 3
n° 1
n° 4
BARBERINO DEL MUGELLO
n° 13
n° 8
n° 1
BARBERINO VAL D’ELSA
n° - -
n° 3
n° 3
BORGO SAN LORENZO
n° 2
n° 1
n° 3
CALENZANO
n° 4
n° 5
n° 3
CAMPI BISENZIO
n° 1
n° 3
n°- -
CAPRAIA E LIMITE
n° 3
n° 4
n°- -
CASTELFIORENTINO
n° 6
n° 3
n° 1
CERTALDO
n° 6
n° --
n° --
DICOMANO
n° 3
n° 4
n° 6
EMPOLI
n° 6
n° 5
n°- -
FIESOLE
n° 10
n° 4
n° 6
FIGLINE VAL D’ARNO
n° 7
n° 3
n° 12
FIRENZE
n° 24
n° 44
n° 25
FIRENZUOLA
n° 3
n° 5
n° 1
GAMBASSI TERME
n° 1
n° - -
n° - -
GREVE IN CHIANTI
n° 11
n° 6
n° 4
IMPRUNETA
n° 4
n° 5
n° 7
INCISA VAL D’ARNO
n° 4
n° 3
n° 4
LASTRA A SIGNA
n° 3
n° 9
n° 15
MARRADI
n° 3
n° 5
n° 2
MONTAIONE
n° 5
n° 3
n° - -
MONTELUPO FIORENTINO
n° 1
n° 2
n° 1
MONTESPERTOLI
n° 9
n° 6
n° 4
PALAZZUOLO SUL SENIO
n° 2
n° 3
n° 6
PELAGO
n° 4
n° 2
n° 1
PONTASSIEVE
n° 16
n° 18
n° 5
REGGELLO
n° 11
n° 23
n° 11
RIGNANO SULL’ARNO
n° 1
n° 4
n° 9
RUFINA
n° 7
n° - -
n° 5
SAN CASCIANO
n° 6
n° 8
n° 7
SAN GODENZO
n° 3
n° 4
n° - -
SCANDICCI
n° 6
n° 8
n° 9
SCARPERIA
n° --
n° 3
n° 1
SESTO FIORENTINO
n° 2
n° 2
n° 2
SIGNA
n° 2
n° - -
n° - -
TAVARNELLE VAL DI PESA
n° 4
n° 3
n° - -
VAGLIA
n° 6
n° 3
n° 4
VICCHIO DEL MUGELLO
n° 4
n° 3
n° 1
VINCI
n° 2
n° 5
n° - -
TOTALE
n° 207
n° 221
n° 164

 

Di quanto evidenziato si è proceduto ad effettuare analisi grafica dei fenomeni criminosi avvenuti nei vari mesi dell’anno, al fine di verificare l’incidenza delle attività illecite perpetrate ai danni degli animali nel corso dell’anno.

 

ANALISI DEL FENOMENO CRIMINOSO

 

 

MALTRATTAMENTO ANIMALI


A seguito delle indagini di P.G. il personale del Nucleo, procedeva a denuciare all’Autorità Giudiziaria due persone che avevano ucciso e/o maltrattato animali domestici di cui :

Comune di Fiesole:
All’art. 727 c.p. per il danneggiamento di un cane lupo, rimasto a un laccio posizionato per catturare cinghiali.
Il responsabile è stato individuato e denunciato all’A.G. – il laccio è stato sottoposto a sequestro.

Comune di Montespertoli:
All’art. 544 bis e art. 727 c.p. per l’uccisione di un gatto di proprietà privata, impiccato con un laccio ad un albero e posizionato allo scopo di uccidere detti animali.
Il responsabile è stato individuato e denunciato all’A.G. – il laccio è stato sottoposto a sequestro.


§ § § § § §


Per quanto sopra si trasmette la presente relazione, unitamente al riassuntivo delle segnalazioni acquisite da questo Nucleo nell'anno 2004 e alla cartografia relativa alla mappatura dei fatti di avvelenamento.

L’Ufficiale di P.G.
Isp. Capo Alessandro Quercioli

 



 

 

Corpo Polizia Provinciale di Firenze
Isp. Capo Alessandro Quercioli

(Firenze, rapporto)

Luglio 2004

 

ANALISI DI UN FENOMENO EMERGENTE
I BOCCONI AVVELENATI

 

1. - Cenni storici sulle normative venatorie

Fino agli anni 70, l’uso dei bocconi avvelenati era regolamentato dall’art. 26 dal Testo Unico delle Leggi sulla Caccia, del 2 agosto 1967 n. 799. Tali mezzi erano considerati legali unitamente ad altri mezzi coercitivi tipo: lacci, tagliole, trappole, ecc. per la cattura della fauna selvatica all’epoca denominata “nociva”.

Era evidente che tale regolamentazione predisponeva l’utilizzo delle esche avvelenate in determinati periodi, in ore notturne, con l’obbligo di avviso alla popolazione mediante cartellazione delle aree soggette a trattamento.
Fino al quel momento non vi furono episodi eclatanti di uccisione di animali di affezione, in quanto tutti ben sapevano del rischio che avrebbe corso il proprio animale .

Con l’entrata in vigore della nuova normativa sulla caccia, Legge 27 dicembre 1977 n. 968, con l’art. 20 lett. s), veniva posto fine all’uso di sostanze tossiche e veleni, nonchè all’uso di tagliole, lacci e congegni similari per la cattura della fauna selvatica. Nel contempo la normativa prevedeva che la fauna selvatica divenisse di proprietà dello Stato e nel caso tutelata e protetta ad esclusione di alcune specie cacciabili.
Di fatto dal 1977, l’uso delle esche avvelenate fu vietato tassativamente su tutto il territorio nazionale.

Il divieto è stato successivamente riconfermato con l’art. 21 lett. u) della recente Legge 11 febbraio 1992 n.157, riguardante “norme per la protezione della fauna omeoterma e prelievo venatorio“ e successive modificazioni, nella quale veniva inserito tra le specie protette la “faina, la puzzola, la donnola, nonché tutti i rapaci diurni e notturni, ecc.”, ad esclusione della volpe.
Di fatto, benchè sussistesse il divieto dell’utilizzo delle esche avvelenate, in alcuni Istituti faunistici, continuava l’attività di immissione di bocconi avvelenati, in considerazione del fatto che l’Organo Consultivo dello Stato sulle specie selvatiche (I.N.F.S.) limitava e drasticamente riduceva il periodo del controllo sulle specie selvatiche (volpi) concorrenti con la fauna in indirizzo delle varie Aziende Faunistiche.

In conseguenza degli eventi storici che analizzeremo, proprio in relazione all’uccisione di animali domestici e della fauna selvatica mediante esche avvelenate, nell’anno 2001 le regioni Toscana e Umbria emanavano specifiche leggi sul divieto di utilizzo e detenzione di esche avvelenate, con le finalità della tutela della salute umana, dell’igiene pubblica e dell’ambiente, nonché norme sull’attività di derattizzazione.



1.2 - Il fenomeno dei veleni

Dopo circa un ventennio dall’emanazione del divieto di utilizzo delle esche avvelenate, cominciarono ad arrivare le segnalazioni di avvelenamento di animali domestici ai danni dei loro proprietari.


Avvelenamenti in relazione alla gestione della fauna:

Il fenomeno comincia a dilagare anche perché le campagne prima abbandonate dai contadini, successivamente cominciarono ad essere oggetto di interesse speculativo o residenziale dei nuovi abitanti provenienti dalle città e con questi, a loro seguito, cani e gatti di proprietà.
Di fatto, la cultura contadina già adeguata ad un sistema da tempo messo in atto, proprio in relazione alle immissioni di esche avvelenate, non risultava più coincidere con quella dei nuovi residenti che provenienti dalle città consideravano la proprietà terriera o l’abitazione in campagna come libertà di poter lasciare vagare liberamente il loro animali anche nel periodo della riproduzione della fauna, con danni rilevanti al patrimonio faunistico autoctono o delle immissioni di fagiani di allevamento a scopo di ripopolamento.
Per effetto di ciò, anche in consederazione del fatto che molti animali predatori sono stati dichiarati protetti ad esclusione delle volpi, è stato ripreso l’uso delle polpette avvelenate, gettate indiscriminatamente sul territorio oggetto della “bonifica”.
Di fatto, i primi animali a soccombere sono stati i cani e i gatti di proprietà, anche perché le volpi o gli altri animali selvatici a cui erano destinati, per la loro innata diffidenza, ben difficilmente mangiano esche immesse senza un’accurata preparazione.


Avvelenamenti in relazione alla raccolta di tartufi

Altro fatto rilevante che emerge in questi ultimi tempi è quello dell’uccisione di cani particolarmente addestrati alla raccolta di tartufi.
Difatti negli ultimi anni la raccolta dei tartufi è praticata da moltissime persone che sono in possesso delle autorizzazioni provinciali per effettuare questo tipo di attività. E’ evidente che l’elevato costo dei tuberi ha incrementato una fascia collaterale di commercio altamente redditizio, per la quale vige una vera concorrenza, per cui nei luoghi in cui si trovano i tartufi vi è una vera corsa a chi arriva per primo, in effetti molti esercitano l’attività nell’orario notturno.
Molte volte, per scoraggiare la concorrenza, risulta più semplice gettare le esche avvelenate proprio nei luoghi di raccolta, facendo si che l’uccisione del cane del concorrente lo dissuada a frequentare la zona.
E’ da considerare che un cane addestrato alla raccolta dei tartufi può valere dai 5.000 ai 20.000 €.


Avvelenamenti in relazione a dissidi condominiali:

L’incremento delle sostanze tossiche e velenose immesse nei giardini privati, nei recinti di stabulazione dei cani, nelle terrazze delle abitazioni ovvero anche strade e nei giardini pubblici delle città, è un fenomeno di rilevante pericolosità non solo per gli animali ma anche per le persone e bambini.
Tanti casi sono stati segnalati e successivamente certificati da apposite analisi tossicologiche, per la morte di cani o gatti di proprietà, avvelenati con prodotti tossici, proprio all’interno delle proprietà private e delle mura domestiche.
Fatti inquietanti, che fanno riflettere fino a che punto possono arrivare le persone che per banali liti condominiali o dissidi, uccidono l’animale del rivale con l’uso dei veleni.


Avvelenamenti in relazione al disturbo degli animali:

L’uso di esche avvelenate per uccidere gli animali domestici, ovvero colonie feline di gatti liberi, censite dai Comuni, piccioni torraioli, anatre dei laghetti cittadini, ecc. e di conseguenza di proprietà dell’Ente Pubblico, sta assumendo proporzioni ragguardevoli, tanto da allarmare l’opinione pubblica.
Con grave pericolosità per le persone, sta emergendo l’uso di gettare bocconi avvelenati (anche con stricnina) nei giardini pubblici delle città, negli insediamenti urbani dove sono locate le colonie feline, nelle piazze cittadine dove si alimentano i piccioni, e così via, uccidendo centinaia di animali in modo cruento e vile.


Avvelenamenti in relazione all’intimidazione criminosa:

Emergono fatti legati al quel tipo di intimidazione di uso criminale, con la quale, al fine di imporre la propria volontà su altri, anche per fini abbietti, oppure con l’intenzione di provocare danni morali ad altra persona, o per ritorsioni o vendette, vengono usati veleni per uccidere l’animale di affezione di proprietà dell’obbiettivo a cui è destinato (estorsioni, intimidazioni, maltrattamento sugli animali, vendette per motivi di caccia, vendette per motivi di lavoro, personali, e così via...).



1.3 - I veleni comunemente usati

I veleni più usati fino a poco tempo fa per confezionare le esche erano il “cianuro” e la “stricnina”, attualmente di non facile reperibilità. Oggi vengono usati prodotti tossici per uso agricolo, come “antiparassitari, rodenticidi, antilumaca, diserbanti, ecc.“, prodotti di estrema efficacia anche se procurano una morte lenta e dolorosissima per il soggetto colpito.


Esaminiamo sommariamente alcuni tipi di veleni comunemente usati:

Il cianuro:
Viene posto in commercio in fialette che, alla rottura del sottile vetro di protezione, liberano nella bocca dell’animale un gas letale che provoca un’istantanea paralisi totale dei centri nervosi, dell’apparato respiratorio e circolatorio.


La stricnina:
La stricnina è assai velenosa e circa 5 minuti dopo l’ingestione provoca parossismi tetanici, ai quali segue la paralisi del cuore, coscienza lucida, contratture dolorose, senso di morte imminente, estrema angoscia e quindi la morte. Meno potente del cianuro, viene usata in dosi da 10 – 15 centigr.
Nella preparazione dei bocconi avvelenati che possono essere impegnati contro volpi, mustelidi, cani e gatti, ha un sapore molto amaro e per renderla appetibile usa mescolarla con saccarina polverizzata.
Per provocare la morte di un uomo ne bastano 0,30 grammi.
E’ usata nel mercato clandestino per taglio di droghe.


Organofosforici o Carbamati:
Contengono principi attivi degli “Inibitori delle colinesterasi”, l’ingestione di esche contaminate con tali prodotti provoca al soggetto colpito “brococostrizione e ipersecrezione; paralisi muscolari respiratorie; paralisi dei centri respiratori“: la conseguente morte per insufficienza respiratoria.


Rodenticidi:
Tale tipo di sostanze tossiche ad attività anticoagulante si concretizzano dopo 2 – 10 giorni dall’ingestione con la morte improvvisa per “emorragie cerebrali, periocardiche, introtoraciche, addominali”.
Altro rodenticida ad azione non anticoagulante comunemente usato è il “Fosfuro di Zinco”, il quale provoca danni epatici e renali con la morte del soggetto nei 15 giorni.


Metaldeide o antilumaca:
E’ un prodotto comunemente commerciabile nei magazzini specializzati agricoli, acquistabile senza specifiche modalità, si presenta in granuli o zollette; i primi segni dell’avvelenamento avvengono dopo circa 1 – 3 ore dall’ingestione con sintomi di incoordinazione motoria, tremori muscolari, convulsioni, necrosi e morte per insufficienza respiratoria.

Paraquat:
Trattasi di un erbicida non selettivo, provoca intossicazioni acute con “ustioni profonde, faringiti, tracheiti, stomatiti, ulcerazioni dell’apparato gastrointestinale con vomito, diarrea profusa, crampi addominali gravi e dolorosi, sintomatologia nervosa caratterizzata da apatia o ipereccitabilità con contrazioni muscolari".
La morte sopraggiunge entro 2 –10 giorni per cianosi ed asfissia.


Altri prodotti tossici usati nella composizione delle esche:

Una miriade di prodotti fitosanitari possono essere usati per confezionare le esche avvelenate, consistenti in “prodotti contenenti arsenico, cloralosio, crimidina, clorati, DNOC, imiraclopride, ecc. “.

 

 

1.4 - Le esche avvelenate

La composione delle esche o bocconi avvelenati si presenta in molteplici aspetti; sono stati rilevati reperti di varie tipologie, ad esempio:

- fagiani e quaglie morte, imbottiti di sostanza tossica;
- fagiani o polli vivi, ai quali, mediante spiumatura e taglio della pelle del collo, viene posizionato un’involucro di sostanza tossica, poi saturata con filo da cucito;
- uova avvelenate;
- formaggio abilmente svuotato e riempito di veleno;
- salsicce contenenti veleni;
- pezzi di prosciutto avvelenati;
- colli di pollo avvelenati;
- palline da tennis riempite di “inibitori delle colinesterasi";
- pesci imbottiti di veleno;
- polpette di carne cruda o fritta contenenti pezzetti di vetro finemente tritato o veleno, ecc…

Numerosi altri sistemi criminali sono messi in atto da bracconieri o persone dedite ad azioni delittuose ai fini di uccidere o danneggiare gli animali altrui o la fauna selvatica.



1.5. - Le indagini di Polizia Giudiziaria in Provincia di Firenze

Particolare attività del Nucleo di polizia giudiziaria del Corpo di Polizia Provinciale è finalizzata al controllo e commercio di sostanze venefiche atte all’uccisione di animali, nonché alla ricerca dei responsabili delle azioni criminali effettuate sugli animali.
Da quando si sono verificati i primi casi di avvelenamento degli animali d’affezione, l’Autorità Giudiziaria ha iniziato un’attività minuziosa al fine di bloccare il commercio clandestino delle sostanze tossiche in specifico della “stricnina e del cianuro”.


La stricnina

Su disposizione della Procura della Repubblica di Firenze, furono iniziate le indagini (unitamente alla Sezione di P.G. del C.F.S.), effettuate in modo capillare, in numerose farmacie della Provincia di Firenze, che hanno portato all’individuazione di alcuni titolari che commercializzavano “stricnina” in violazione dalle normative previste dal Testo Unico delle Leggi Sanitarie.
Le persone individuate non giustificavano la mancanza in carico del prodotto che, essendo sostanza per la composizione di farmaci o prodotti officinali, doveva essere registrata su apposito registro copia veleni della farmacia.

Nel particolare:
- Un farmacista è stato denunciato per l’immissione di polpette avvelenate con stricnina, prelevata dalla sua farmacia per uccidere i gatti che davano fastidio ad una sua proprietà immobiliare;
- Altro farmacista è stato denunciato per la mancanza ingiustificata di circa 500 gr. di stricnina;
- Un’altro è stato denunciato per la commercializzazione in concorso con un medico veterinario della ASL per la somministrazione di sostanze dopanti per un Team di cavalli da corsa.

Gli accertamenti si sono susseguiti anche nel settore collegato alle attività venatorie, dove veniva individuato un commercio di “stricnina” collegato ad alcuni farmacisti del Trentino Alto Adige.
Il P.M. della Procura di Firenze disponeva l’accertamento di P.G. presso tutte le farmacie delle Provincie di Trento e Bolzano.
Il Nucleo di P.G. della Polizia Provinciale di Firenze, unitamente al personale del C.F.S. della Sezione di P.G. presso la Procura di Firenze e del personale C.F.S. di Trento e di Bolzano, procedevano ad effettuare i controlli, nel corso dei quali veniva individuata una farmacia in Provincia di Trento che aveva commercializzato “stricnina” in tutta Italia. La stessa è stata denunciata all’A.G. per commercio di sostanze tossiche.

Seguendo questo filone d’indagine, gli accertamenti di polizia effettuati dal Nucleo di P.G. della Polizia Provinciale di Firenze portavano alla scoperta di un gruppo di persone tutte collegate tra loro, che avevano acquistato dalla citata farmacia, in più date, “stricnina” per un quantitativo di Kg. 1.200.
Dalle risultanze delle analisi effettuate dell’Istituto Zooprofilattico di Scandicci, in relazione alle dosi potevano essere confezionate con tale quantitativo (in ipotesi, per l’uccisione di un animale di taglia media di circa Kg. 25) circa 50.000 esche.
Nel corso delle perquisizioni furono rinvenute altre tipologie di veleni, trappole, tagliole, lacci e altro materiale che veniva sottoposto a sequestro giudiziario.
Di fatto nella zona oggetto dell’inchiesta giudiziaria, dopo le date dell’acquisto della stricnina, fu accertato l’uccisione di nr. 18 cani e 12 gatti, tutti di proprietà privata.

Il cianuro
L’attività di importazione illegale di sostanza tossica nella composizione di cianuro in fiale denominato “Cyonin” è stata definitivamente accertata nel corso di un’indagine effettuata dal Nucleo di P.G. della Polizia Provinciale di Firenze, coordinato della Procura della Repubblica di Firenze, a seguito del ritrovamento nel corso di una perquisizione locale e domiciliare a carico di una persona che aveva posizionato esche avvelenate per l’uccisione di volpi, istrici, e altri animali predatori all’interno di un’Azienda Faunistico Venatoria.
Nel corso delle operazioni di polizia veniva posto sotto sequestro nr. 20 fiale integre di cianuro “Cyonin”, proveniente dall’Austria.
Le indagini dirette dal magistrato inquirente, portarono all’individuazione di un commercio clandestino di prodotti tossici e all’importazione illegale delle fiale di cianuro. Le indagini venivano così finalizzate al controllo dell’importatore e di quanto materiale poteva essere stato immesso in Italia.
Dalla documentazione acquisita nel corso delle indagini di P.G. effettuate da questo personale presso il confine Italo Austriaco, si potevano così ricostruire alcune fasi di importazione e vendita in Italia (solo in due anni) di oltre 72.000 fiale di cianuro.
Le persone indiziate sono state rinviate a giudizio, per commercio, vendita e uso di sostanze tossiche e di introduzione illegale nello Stato di armi da guerra consistenti in gas asfissianti (acido cianidrico puro, pari a 992.96 mg/ml per fiala).

I fitofarmaci e topicidi
L’uso di fitofarmaci e dei topicidi sta oramai prendendo il sopravvento sui veleni più potenti sopra indicati, in quanto di facile reperibilità e di comune uso. In effetti alcuni veleni usati in agricoltura sono venduti senza specifiche precauzioni, o addirittura vi sono passaggi di mano tra gli acquirenti e i destinatari che ne fanno un’uso criminale.

Tra i tanti casi esaminati dal Nucleo di P.G. della Polizia Provinciale, uno è ritenuto singolare per la sua brutalità.
Veniva individuata una persona che, in collaborazione con altre identificate, ai fini di proteggere il suo allevamento di fagiani, usava predisporre animali vivi (fagiani o galline) e su di loro praticava una sorta di operazione (un taglio nella pelle del collo) dove introduceva un’involucro di carta contenente un potente antiparassitario, contenente principi attivi “inibitori delle colinesterasi”, ricucendo poi la pelle dell’animale con ago e filo, che successivamente legava per le zampe, nelle immediate vicinanze della voliera.
L’effetto sul carnivoro è di trovarsi davanti un’animale vivo da predare, quindi la reazione è di attaccare subito la preda senza alcuna diffidenza, (cosa che non succede con i “bocconi avvelenati”), quindi la presa al collo fino all’uccisione dell’animale. La conseguenza è l’immediata rottura dell’involucro e il contatto con il predatore che assume la sostanza e muore in pochissimo tempo.
L’accertamento dei fatti, il ritrovamento degli animali vivi operati e i successivi interventi di P.G. disposti dalla Procura della Repubblica di Firenze e le perquisizione effettuate, hanno permesso di bloccare tale orrendo maltrattamento sugli animali e di recuperare un’ingente quantità di veleno, nonché mezzi vietati, armi, polveri da sparo, armi e munizioni illegalmente detenuti ed altre prove a carico dei responsabili.

 

 

1.6 - I risultati delle attività d’indagine sugli avvelenamenti

Tutti i dati relativi all’avvelenamento degli animali e le attività d’indagine effettuate dal Nucleo di P.G. della Polizia Provinciale di Firenze, vengono raccolti in fascicoli dove vengono annotati tutti i particolari relativi ad ogni singolo caso, con l’individuazione delle località dove è accaduto il fatto e la cartografia dettagliata, i verbali di sommarie informazioni, le denuncie, le querele, le schede veterinarie e tutti quegli elementi acquisiti utili per le indagini.
Alla fine di ogni anno, vengono riportate le località su una cartografia generale, così come disposto dalla L.R.T. n. 39/01, di tutti i punti relativi agli avvelenamenti. In tal modo viene eseguito un monitoraggio, per ogni zona interessata al fenomeno, avendo così un quadro generale dell’evoluzione del fenomeno degli avvelenamenti zona per zona, in relazione anche ai contesti che possono dare spunti per le indagini successive.

I risultati non sono tardati ad arrivare, prendendo in esame le attività del Nucleo di polizia giudiziaria effettuate in Provincia di Firenze, solo nel corso degli ultimi quattro anni, si rileva che sono stati eseguiti numerosi interventi con i seguenti risultati:

Anni
Segnalazioni pervenute
Persone denunciate all'A.G.
2000 / 2001 / 2002 / 2003
666
30

 

ANIMALI UCCISI AVVELENATI ANNI 2000 /01/ 02/ 03
CANI
541
GATTI
369
POLLI
84
VOLPI
7
LUPO ITALICO
1
PICCIONI TORRAIOLI
102 (ritrovati)
GERMANI
7
ISTRICE
1
SCOIATTOLO
1
NUTRIA
1
MAIALE
1
CINGHIALE
1
FAGIANO
1

 

INDAGINI DI POLIZIA GIUDIZIARIA EFFETTUATE ANNI 2000 /01/ 02/ 03
NOTIZIE DI REATO
255
PERSONE INDAGATE
39
PERQUISIZIONI EFFETTUATE
31
QUERELE RICEVUTE
228
ACQUISIZIONE SOMMARIE INFORMAZIONI
389
SOPRALLUOGHI
77
RELAZIONI DI SERVIZIO
99
ATTI ACQUISITI
131
ANALISI TOSSICOLOGICHE
344

 

SEQUESTRI ANNI 2000 /01 /02 /03
VELENI
251
ARMI
21
MUNIZIONI
2.045
ESPLOSIVO
Kg. 9,25
TAGLIOLE
58
LACCI
66
TRAPPOLE
19
RETI PER CATTURA UCCELLI
15
RADIO RICETRASMITTENTI
5
ANIMALI TASSIDERMIZZATI
36
PELLI DI VOLPE
15
PELLI DI CAPRIOLO
3
ANIMALI VIVI
2

 

SANZIONI AMMINISTRATIVE IN RELAZIONE ALLE ATTIVITA’ DI P.G.
SANZIONI AMM. TIVE ELEVATE (L.R.T. n. 39/01)
15
SANZIONI AMM. TIVE ELEVATE (D.Lvo n. 22/97)
2

 

TIPOLOGIA DI VELENI RINVENUTI SU ANIMALI COLPITI O ESCHE AVVELENATE RELATIVI AGLI ANNI 2001 /02/ 03
INIBITORI DELLE COLINESTERASI
112
STRICNINA
30
FOSFURO DI ZINCO
11
METALDEIDE
20
ALCIFENOLO PURO
1
ORGANOCLORURATI
1
SOSTANZE NEUTROPE
7
ESTERO FOSFORICI
4
ORGANO FOSFORICI
6
ANTICOAGULANTI
13
ARSENICO
1
DICUMAROLO
4


 


1.7 – Analisi sul fenomeno degli avvelenamenti

Il fenomeno dell’avvelenamento di animali sta assumendo delle proporzioni estremamente preoccupanti su tutto il territorio nazionale. I dati raccolti solo nella Provincia di Firenze sopra descritti fanno riflettere sulla portata del fenomeno: migliaia di animali domestici hanno perso la vita per aver ingerito bocconi avvelenati e la stima di quelli selvatici è difficile da effettuare.


Impatto ambientale
Anche se non disponiamo dei dati precisi sull’immissione dei bocconi avvelenati, sono rilevanti i danni apportati all’ambiente e alla fauna per la dispersione incontrollata dei veleni che, non annullandosi nel tempo (questo è il caso della stricnina), danno vita a una reazione a catena di morti.
I cadaveri degli animali avvelenati sono estremamente pericolosi perché provocano la morte dei carnivori che se ne cibano: rapaci notturni e diurni; lupi, volpi, faine, cani, gatti, ecc.


Utilizzare bocconi avvelenati è un crimine punito dalle legge penali
La legge (L. n. 157/92, art. 21 lett. u) vieta espressamente l’uso di questi mezzi e prevede sanzioni penali (art. 30 lett. h) per chi contravvenga a questo divieto.
Uccidere gli animali è espressamente vietato anche dalla legge 473/94 e modifica all’art. 727 c.p.), nel caso in cui gli animali morti siano di proprietà il reato è perseguibile anche ai sensi dell’art. 638 c.p. con una pena fino ad un anno di reclusione o con la multa fino a € 300.
E’ importante sapere che il reato previsto dall’art. 638 c.p. è punito solo a querela di parte, cioè il proprietario dell’animale deve chiedere all’Autorità Giudiziaria del luogo, entro tre mesi dal giorno in cui è venuto a conoscenza del fatto, di perseguire la/e persona/e che ha/hanno ucciso o danneggiato l’animale.
Altro reato che viene a concretizzarsi e previsto dall’art. 674 c.p. per il getto pericoloso di cose (sostanze tossiche) sul suolo pubblico o comune e di altrui uso, che prevede l’arresto fino ad un mese o l’ammenda fino a € 206.


Sanzioni amministrative
Nelle Regioni della Toscana e dell’Umbria sono state emanate specifiche Leggi proprio sul divieto di detenzione e utilizzo di bocconi avvelenati, con sanzioni amministrative fino a 1.500 €, nonché sanzioni accessorie relativamente all’attività del soggetto (revoca dell’Azienda Faunistico Venatoria, revoca del decreto di Guardia Giurata, revoca dell’autorizzazione alla raccolta di tartufi, ecc.). Altre violazioni amministrative sono riservate ai medici veterinari che non ottemperano alle disposizioni della legge, cioè l’invio di una scheda relativa ai casi sospetti di avvelenamento alle competenti Autorità (Provincia e Comune), con relative sanzioni accessorie tramite l’Ordine dei Medici Veterinari.


La denuncia e la sua importanza
Per rompere il muro di omertà che si accompagna agli avvelenamenti è necessario che i cittadini denuncino i fatti accaduti, dando alle autorità competenti ogni indicazione utile a smascherare e punire gli avvelenatori.
La denuncia è importante anche al fine di stendere una mappatura completa della zona dove si sono verificati gli avvelenamenti e per avere dati precisi dell’entità del fenomeno.


Raccolta di informazioni
Ai fini di arginare il fenomeno degli avvelenamenti è importante coinvolgere il Comune e la Provincia ai fini della tutela della sicurezza pubblica e degli animali, nonché le A.S.L. competenti, facendo istituire un numero verde contro gli avvelenamenti, la creazione di una banca dati e la relativa mappatura delle aree a rischio.
Tutti i casi devono essere documentati e denunciati alle Autorità competenti in modo da rendere possibile la valutazione dell’entità del problema, i rischi per gli animali e essere umani, stimolare le indagini e le azioni giudiziarie contro chi colloca i bocconi avvelenati.


Collaborazione con i veterinari
La segnalazione dei casi di sospetto o di avvelenamento di animali dovrebbe essere obbligatoria (vedesi Leggi Regionali della Toscana e dell’Umbria), da parte dei medici veterinari, alle Autorità competenti.
Un servizio di guardia medica aperto 24 ore su 24, per i casi di avvelenamento di animali: tale servizio può essere l’unica salvezza per i soggetti colpiti per ingestione di bocconi avvelenati da sostanze tossiche.
Prestare molta attenzione quando si portano gli animali in aperta campagna o nelle zone a rischio, educandoli a non raccogliere cibo per terra.
Quando viene trovato materiale sospetto “esche o bocconi“, segnalare al più presto agli organi di polizia (Polizia Provinciale, Municipale, Forestale, Carabinieri, ecc.) o consegnarli all’Istituto Zooprofilattico per le analisi tossicologiche.

 

 

Corpo Polizia Provinciale di Firenze

Isp. Capo Alessandro Quercioli


Luglio 2004



 

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